p. Bernardo Longo missionario martire


(1907-1964)



 

Nato a Curtarolo (PD) nel 1907, Bernardo Longo partì per l'Argentina appena due anni dopo la sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1936. Nello stesso anno, però, date le circostanze avverse dovute all'imminenza della guerra, egli decise di prendere la strada dell'Africa. La zona dell'alto Zaire (ex Congo belga) divenne così il suo campo di missione. Nel 1939 riuscì a fondare una missione nel piccolo villaggio di Nduye nel cuore della foresta dell'Ituri, dove visse per ventisei anni, fino alla morte. Questa missione raccoglieva tribù e gruppi etnici piuttosto dissimili: dai walesi ai pigmei, a neri arabizzati e altri protestanti. Quale frutto di duro lavoro, sorsero un po' alla volta una chiesa, una casa per i padri e per le suore che nel frattempo avevano raggiunto padre Longo, una scuola per ragazzi, una per ragazze e un dispensario e poi anche un'officina e una scuola per fabbri-meccanici.

Ma la situazione politica dello Zaire era piuttosto instabile: dopo l'indipendenza raggiunta nel 1960 il paese era caduto nell'anarchia più assoluta e la ribellione cominciava a serpeggiare. Gruppi di rivoluzionari, tra questi i simba erano i più terribili, trascinarono il paese nel terrore. Gli anni che seguirono videro la trucidazione e il massacro di moltissima gente, tra questi anche parecchi missionari, incluso Padre Longo.

Il 29 ottobre del 1964 padre Longo e le suore della sua missione furono arrestati dai rivoluzionari simba che avevano occupato Mambasa già da qualche mese. P. Longo, prima di essere ucciso, fuori città, come Gesù, fu ripetutamente percosso e torturato. La sua «via crucis» durò pochi giorni, ma fu estremamente dolorosa.

Le suore di Nduye raccontano la morte di P. Longo
Una sera, caricato dai Simba, P. Longo, è condotto lontano per rimettere in moto un loro automezzo; era un meccanico eccezionale. Rientrò tardi. Trovò le suore preoccupate. Intuiva nettamente ciò che l’attendeva. Intensificò quindi la preparazione di alcuni cristiani qualificati, perché continuassero il suo apostolato dopo morte. Ad Albert Buio, il migliore di questi, che sperava di vederlo prete, affidò la chiesa, le poche ostie consacrate e la missione. Si era all’ultimo atto, l’ultimo salto.
Un nuovo ordine: bisognava raggiungere Mambasa. È il 29 ottobre. La promessa del rilascio dopo tre giorni per le suore e sette per il Padre è Inutile. Prima della partenza, gli insulti dei Simba, tra questi alcuni suoi scolari, rendono inutile la promessa. Uno di questi con una specie di pistola, spacca il labbro superiore al Missionario.

Un punto d’acciaio e un cerotto sono insufficienti a fermare l’infezione e il volto del Padre si gonfia. Dopo le grida dei ribelli che si divertono con le ragazze, è costretto a correre, scalzo, e raggiungere il camion altrove.
A Mambasa c’è il carcere. Con loro sono alcuni civili europei e quattro Piccoli Fratelli di Carlo De Foucauld. Nel frattempo la missione è saccheggiata e si cerca la, ormai di moda, trasmittente che chiama gli Americani.
Il carcere africano fu terribile. Una sola tazza di latte, per interessamento delle suore, fu portata ai missionari; mentre le suore furono spesso assistite e aiutate dalle loro alunne, nessuno si interessò dei missionari.
Il 31 ottobre I’attendeva il giudizio popolare. Da una terrazza ricevettero insulti. P. Longo, approfittando del disordine, riuscì a confessarsi da uno dei Piccoli Fratelli, sacerdote che assolse a sua volta. Il parlare a voce bassa, i segni di croce indispettirono quella canaglia di comandante. Tacciò il missionario di essere un politicante e uno stregone; gli strappò il cerotto che proteggeva la ferita.

Le suore furono rilasciate, come fu promesso. P. Longo, il 3 novembre, ritornò al tribunale del popolo. Capo d’accusa: radio trasmittente trovata in casa del missionario. E c’era ilcorpo del reato: il magnetofono rotto di P. Noacco. Tuttavia il comandante non riuscì a strappare la sentenza di morte alla folla. P. Longo era conosciuto e amato a Mambasa, sia come missionario, sia come maestro dell’école ménagér. Rabbiosa, la voce del comandante dominò la folla e sentenziò la morte, invece del popolo, più onesto e riconoscente.

Alcuni Simba, armati di lancia, scortarono il Padre fino a un quadrivio. Fu costretto a volgersi verso Nduye, la sua missione, mentre un Simba con la lancia gli spaccò il petto. Cadde in ginocchio e benedisse il nero, gridando: «Non è la morte, ma un sonno. Una scarica di mitraglia in fronte fu il colpo di grazia. Un infermiere protestante suo amico, di nome Finassa, prevedendo le umiliazioni alle quali sarebbe stato esposto il cadavere, gli praticò una iniezione, per conservarlo più a lungo. Infatti l’infermiere fu costretto a togliere la coperta che aveva stesa sula salma del Padre. Al missionario morto ruppero la testa. Solo dopo 26 ore, lo stesso infermiere riuscì a seppellirlo. Non la bara, ma la sua talare e il suo rosario, l’unica roba sua. P. Bernardo Longo è lì, presso il quadrivio, aspetta e benedice tutti: i Simba, i suoi cristiani, i ciombisti. Per lui sono ancora tutti africani da amare e da aiutare.

MISSIONARIO E MARTIRE
Molto caro era, al p. Dehon, anche l’ideale delle missioni lontane, e missionari ne inviò molti: in Ecuador (1888), nell’Alto Congo (1897), a Recife Brasile (1902), tra gli Indios del South Dakota (USA) e in Indonesia (1923), ecc.. E oggi i missionari dehoniani sono presenti in tutti i cinque continenti.
Numerosi sono anche quelli che hanno perso la vita "per il Vangelo": nel 1964, solo nelle due diocesi di Kisangani e Wamba, (Alto Congo), per restare fedeli alla Missione ben 28 hanno subito il martirio, tra cui il loro vescovo mons. Wittebols e il servo di Dio p. Bernardo Longo.

 

 

DIARIO di p. BERNARDO LONGO

 - 20 AGOSTO – 17 OTTOBRE 1964

Presentazione


Questo diario, scritto da padre Longo dal 20 agosto al 17 ottobre 1964 è un documento vivo della fede e della passione per le anime di quello che per molti di noi è stato il «missionario-tipo» dei sacerdoti del S. Cuore. Ritrovato dopo la sua morte e giunto in Italia quasi un anno dopo (cfr. «Cor Unum» dicembre 1965) non è mai stato pubblicato per intero.
Il presente libretto è scritto perché non rimanga nascosta una testimonianza preziosa e diretta del sacrificio di tempi durissimi, culminati col dono della propria vita. Penso offra materiale di riflessione a tutti noi dehoniani e insieme a tutti coloro che nei periodi di sofferenza e di croce hanno bisogno di non perdere la speranza e il senso religioso della vita.
La trascrizione dal testo autografo è integrale. L’originale è conservato nella Curia Provinciale dei Sacerdoti del S. Cuore, presso il Segretariato delle Missioni (via Andolfato, 1
- Milano).
Notizie sulla vita e sull’opera di p. Longo si possono attingere dal libro di p. Andrea Tessarolo: «Padre Longo nel martirio della Chiesa Congolese», Ed. Sacerdoti del S. Cuore, V.le Gambaro 11, Genova.

http://proposta.dehoniani.it/txt/bernardo.html

 

Nota biografica
P. Aquilino Bernardo Longo, nato il 25 agosto 1907 a Curtarolo (Padova), entra a 17 anni nella Scuola Apostolica di Albino (BG) dei Sacerdoti del S. Cuore fondati da P. Dehon, con l’ideale di essere missionario.
Diventa sacerdote il 28 giugno 1936.
Nel 1938 viene inviato in Argentina, ma di qui riparte nello stesso anno per l’Africa e raggiunge la missione di Wamba (Congo: l’attuale Zaire) nel dicembre.
Da Wamba parte per il grande viaggio nella zona del fiume Ituri dove incontra il catechista Giuseppe Moke, che dal 1918 rappresenta l’unica presenza del Vangelo nella foresta dell’Ituri.
Nel maggio 1939 viene fondata la missione di Nduye e il padre vi si stabilì nel 1940.
L’apostolato di padre Longo si svolge presso le popolazioni Walessa e presso i pigmei dell’Ituri. Valendosi della sua abilità meccanica fonda una scuola artigianale che prepara generazioni di meccanici molto apprezzati.
L’indipendenza del Congo belga nel 1960 provoca anni di lotte e disordini che culminano nella fondazione della Repubblica Popolare dei «Simba» nel 1964. Nonostante un iniziale rispetto per le missioni e i missionari si arriva negli ultimi mesi dell’anno a delle vere e proprie stragi: 150 fra missionari, cooperatori e suore furono uccisi in diversi episodi.
Padre Longo viene arrestato il 29 ottobre, «processato» e ucciso la mattina del 3 novembre dopo molte sofferenze.

 

 

La Madre di Dio è mia madre


20 AGOSTO - S. Bernardo
La festa di S. Bernardo non ha bisogno di spiegazioni; è il Santo che amò Maria come sua Mamma e molto di più. Alla missione non ho voluto che suonassero le campane, dati i torbidi generali; invece ho domandato preghiere e specialmente rosari per la pace del paese.
Le buone suore missionarie di nascosto coi pochi bambini hanno preparato bellissimi canti per la S. Messa ed il più bel regalo hanno preparato un bambino, Bernardo, alla prima S. Comunione. Bernardo è figlio del catechista fedelissimo che lavora con zelo immenso dal 1942.
Ha una bella famiglia di nove figli e la primogenita Maria è suora della famiglia col nome di Sr. Rafaela.
Dopo la S. Messa c’è la festicciola all’aperto, canti, fiori.., ed infine le R.de Suore fanno regalo di un vestitino a tutti i presenti.
Ringrazio tutti ed invito di nuovo tutti alla preghiera specialmente il S. Rosario, perché la Vergine Maria custodisca la Sua Missione.
Dunque sembrava giorno di festa, ma verso le ore 11 giungono dieci auto con una banda di banditi vestiti di rami di palma, che urlavano ferocemente «siba - SIMBA» brandendo fucili.
Dopo un grande discorso contro i grandi seguaci dei bianchi, danno ordine di catturare i capi tribù e quelli degli uffici. Buttati nell’autocarro stesi in lungo sul fondo delle lamiere i soldati si sedettero sul loro petto ed il ventre trovando così un buon cuscino per fare i 60 km. per portarli al posto del macello... M [Mambasa].
Ora capisco cosa deve aver sofferto il Signore Gesù nelle mani di quei leoni simili a quelli di oggi. Ubriachi e narcotizzati dall’oppio e canapa, questi fanno passare alle vittime innocenti quello che il gatto fa col topolino quando è nelle sue grinfie; molto di più, perché l’uomo ha l’intelligenza per raffinarsi nel male.
La Superiora fugge dall’ospedale per andare a casa a prevenire le sue missionarie (6 in tutto). Il capo banda si lamenta che non l’abbiamo ricevuto con canti e fiori, lui il grande leone mandato da Dio a sbranare tutti i ladri… Chi osa piangere è condotto a morte insieme agli altri. La povera gente è obbligata a mettersi a cantare freneticamente.
Il capo fugge e due sono presi al suo posto per il sacrificio! Il grande leone si informa di quante sono le suore (6) ed i padri 1 (P. Longo). La Rev. Madre mi manda in fretta un foglio nel quale mi avverte del pericolo. Le rispondo tra le sue righe queste parole:  «Reverende Suore, nell’ora più tragica della nostra missione e della nostra vita dobbiamo fare l’atto più grande della nostra confidenza in Dio e specialmente nella Madre di Dio, ché è sua la missione di Nduye. Offriamo con coraggio la nostra vita alla gloria di Dio per la salvezza delle anime e per la conversione dei Pigmei della nostra Missione. Che Gesù Buono vi custodisca come ha custodito la Sua Mamma Santissima».
Tutti devono gridare morte ai delinquenti; ma non sono i delinquenti i ricercati, sono i capi, le autorità del governo.
Mentre la masnada aumenta di grida e di furore artificiali, le suore ed io preghiamo specialmente la Madonna di mostrarsi veramente «Madre»!
Intanto un camion parte a 15 km. più a Nord di Nduye per aprire a libertà tutti i galeotti criminali che colà erano custoditi.
Ho fatto pregare ancor più, perché quella nuova banda poteva commettere dei crimini mostruosi.
Verso le ore 19.30 stavo ascoltando le poche notizie... confuse che si possono ascoltare, quando vedo parecchie ombre che si profilano tra i vetri della veranda. Erano i galeotti liberati! Avventura certa! Li accolgo con gioia e offro loro qualche sedia. La gioia feroce di essere liberati dai ribelli ardeva negli occhi per dire: ora siamo anche noi tra i padroni e i predoni.
Uno a voce forte domanda sull’istante un automezzo per condurli a 60 km; avevano già percorso 15 km. a piedi; dare una negativa voleva dire incominciare male.
«Sentite: le mie auto sono tutte in guasto per la mancanza di pezzi di ricambio, rimane in buon ordine il camioncino delle suore; dovete aver pazienza, perché mancano le quattro ruote, bisogna far rifornimento, rimettere la batteria ecc. State ben seduti e io mando un meccanico per preparare il tutto».

Però manca l’autista e io non so dove sia Caroli = Carlo. Ah! te lo troviamo noi subito.
Il poveretto non fiatava. Condurre dei galeotti e di notte! altrimenti avrei dovuto andare io stesso. Verso le ore 22 tutto è pronto.
Caricano 12 galeotti più quattro condannati, rubano le casse di birra dei magazzini, bevono, sparano in aria, insomma un pazzo non ne può inventare.., tante.
Ho messo una medaglia della Madonna per vedere se il camioncino sarebbe ritornato. Prima che partisse ho detto a tutti di scendere qualche km. prima di Mambasa per non andare proprio in bocca al leone. Fatto un po’ di preghiera sono partito anch’io... a letto! Bisogna fare come il passero sempre all’erta dal cacciatore. Possono passare bande armate! può passare tutto in questi tempi di grande fortuna. Insomma il sonno vince, ma di quello.., fine leggero, sempre pronto a buttarsi giù dal letto, con un corto circuito al cuore.
Parte il bel camioncino Ford che avevo ricostruito con tante pene e precisione per le R. Suore! Tornerà?
Partono dunque i primi 12 galeotti e ne rimangono ancora 6 nascosti nella foresta. Verso le ore 2.30 sento il rombo caratteristico del Ford. Ritornano salvi.
Ma era appena partito, che due individui verso mezzanotte battono alla porta di camera mia. Ancora due galeotti che vogliono un’auto per partire subito anche loro in direzione di Mambasa. Ce l’è voluta tutta a far loro capire che dovevano attendere il ritorno del Ford.
Arrivati alle 2.30 non permettono all’autista di salire alla missione, ma gli impongono di andare alla prigione per caricare i loro compagni nascosti e minacciati dai poliziotti che sono fuggiti con le armi per non arrendersi ai ribelli. L’affare si complica, sono 15 km. di colline e boscaglie: cose tutte queste che si prestano a dei bei colpi di macchia. Lunghe discussioni e finalmente partono. Pensando un po’ a tutto, ma specialmente alla Madonna, perché salvi la sua Missione, mi addormento. Notte fredda e nebbiosa; tutto tace, anche i famosi tamburi che battevano da un mese per le feste delle ragazze... nubili! Robe del diavolo! In chiesa li avevo pregati a lasciare quelle cose, perché potevano attirare la giustizia divina!
Ora tutto tace, perché al rombo del tam tam i fucili squarciano dopo 4 anni di silenzio assoluto delle armi da fuori.

Le ore del mattino del 21 sono interminabili. Alle quattro e trenta finalmente il camioncino è di ritorno dalla prigione e riparte su portando con sé i detenuti ed altra povera gente condannata a morte da quei banditi. L’autista scarica tutti a 13 km. da Mambasa e riesce a scappare indietro, salvando così lui stesso e il camioncino. Grande grazia questa della Madonna, perché è il solo mezzo di trasporto che ci potrebbe aiutare in caso di fuga.
Caro S. Bernardo, sei passato lasciandoci grandi ricordi. Potete immaginare lo spavento della popolazione ed anche nostra; siamo in mano di Dio e dei briganti, ed io a ripetere a tutti che la Madonna è lei che ci guarda e protegge e che tutti dovevano dire il S. Rosario ed aggiungere l’atto di dolore, perché allora si era pronti a passare in cielo anche con una schioppettata.
Verso le 15 si ode il rombo di un autocarro (della morte) che scende la collina della missione: sono loro perché urlano: Simba.
Non si fermano all’incrocio della missione, ma 300 mt. più lontano.  Un colpo di fucile e grida, richiamo a tutti di uscire con fiori e rami e canti di gioia.
Simba sì alza vestito di foglie, con gli occhi rossi d’inferno e di sangue. Dovete gridare evviva, perché tutti i vostri capi li abbiamo macellati di colpi. Hanno mangiato il vostro sangue, il sangue del popolo. Tutti a gridare, avete fatto bene! Mi chiamo Leone e sono venuto a cercare altri per sbranare.
Portatemi tutti i ladri — grida di approvazione! Chi avrà rubato anche una banana sarà fucilato!...
Erano così tutti condannati a morte, ma bisognava continuare a gridare, nella speranza che ne prendessero pochi!
Lo spavento delle povere suore giunse al colmo quando videro arrivare l’autocarro, e la loro Madre Superiora era partita col camioncino per portare una decina di condannati a morte, che loro stessi avevano domandato di partire, perché non fosse massacrato tutto il villaggio. Degli infermieri si offrirono di accompagnare la madre, ed incontrarono a tutta velocità il famoso autocarro che non sparò! ma le suore non ne sapevano nulla quando arrivarono i gagliardi. L’avranno uccisa?! Ore di schianto!
Ed io ad incoraggiarle: la Madonna è con loro! Mentre i banditi sparano, ecco il camioncino che scivola veloce dalla collina e la Madre entra alla Missione come se fosse in pista a Monza!

Per condurre l’auto, è un uomo. Ha fatto parecchie volte dei viaggi di 500 km. da sola! però le davo sempre due bravi meccanici per aiutarla in caso di guasti.
Gioia grande tra le Reverende Suore: «la Madre è salva e l’auto pure». Dopo qualche ora ripartono anche i ribelli demoni e tra le tante brutte cose ne avevano detto anche qualcuna di buona, almeno con la bocca: «Non bisogna molestare gli infermieri e i missionari».
Tempo freddo e cielo sempre piovigginoso rende il 21 agosto ancor più triste. E un venerdì e notizie di tutte le qualità vengono da tutte le parti; quella che era certa, che avevano massacrati 13 capi a Mambasa. Tutta la popolazione ha dovuto assistere guardando fisso senza batter ciglio né muovere le braccia conserte!
Vedete la tecnica del macello rosso. Sparando a vanvera qualcuno cade subito, altri sono in piedi anche dopo 10 colpi! Un povero ragazzo che aveva rubato 200 franchi e perché gridava all’ingiustizia ed invocava quella di Dio, il capo banda gli ha risposto che era lui dio e per mostrarglielo lo prese e gli aperse la gola lasciandolo rotolare come una bestia tra le grida del popolaccio!
Il sangue dei 13 ha fatto una pozzanghera che poi con il sole ha cementato il crocicchio delle quattro strade. Nuvole di mosconi fan ronzare l’aria.
I cadaveri dopo lunga contemplazione di orrore sono intassati all ‘ospedaletto, finché andranno in decomposizione ed impesteranno tutto il luogo. Tutta questa tragica scena è nel piano rosso — soppressione di tutti i capi — terrore al massimo grado — bugie di grosso calibro! tutte cose alle quali l’africano crede! perché sono impossibili!
Oh! 21 agosto ci lascerai finalmente in pace? Ma che! Il camion venuto dopo la madre, verso sera si incontra con un autobus Volkswagen nuovo, carico di soldati regolari (merli!), che non sapevano che i ribelli occupavano già la strada. A 5 km. dalla missione e senza tirare un colpo i merli si sono arresi cedendo le armi e facendosi legare e quando sta per far sera ecco i due automezzi ritornare a Nduye. I ribelli nel Bus ed i merli legati nell’autocarro! sono venuti a cercare un altro... condannato che se l’era data alla foresta nella speranza di... impiccarsi lui stesso piuttosto che arrendersi. Grida, canti, schiamazzi di nuova vittoria, qualche fucilata in aria poi riprendono il ritorno trionfali a Mambasa.

Oh! Vergine Santa, tu che sei la Mamma della Missione di Nduye non permettere che il Nome Tuo e del Tuo Gesù siano calpestati dalla mezza-luna; ma Tu, a Maria, metti sotto il tuo piede il presente dragone, Te lo domando per il tuo Cuore Immacolato che festeggeremo domani col pianto nel nostro cuore.


22 AGOSTO - Vergine bella, nella nostra missione si aprono ora solamente all’amore di Dio; non permettere ai tuoi nemici di vincerla. Bianca Luna Immacolata Maria distruggi quella mezza-luna che è falce rossa di satana: l’«Islam»!
Mi alzo stanchissimo alle 5.30.
Quanta gioventù cristiana guarda oggi a Maria, la tutta bella, a Colei che è passata su questa terra cantando l’Amore del Suo Dio, con un Cuore Purissimo e pieno dell’Amore eterno. Povera gioventù mondana che deve vivere di un amore fatto di canzonette sporche. Si canta amore con tante smorfie da pazzi, ma di amore non c’è che la parola.
Vergine Santa, insegna Tu il vero amore a Dio. Tu che hai avuto un Cuore simile a quello del tuo Dio.
Alla Santa Messa c’è molta gente e tante Comunioni, però si legge nella faccia di tutti l’angoscia.
Alla fine della Santa Messa ho fatto recitare una «Salve Regina», perché la Madonna ci pensi Lei a cavarci da questa banda, sempre se piace a Dio.
Mi sono fatto il caffè e lo bevo insieme ai miei fedeli e furbi guardiani Al. e Des. Ci parliamo sottovoce perché non vogliamo che neppure gli uccelli ci sentano!
E proprio così! Tutti possono essere nemici senza volerlo! Basta che riportino una parola... per avere in compenso una pallottola ed allora addio martirio.., per la fede! Le notizie sono le più grandiose e senza fondamento per un uomo ragionevole, ma non per un primitivo!
Il mattatoio... essendo a 60 km. è impossibile avere notizie certe. Hanno fatto un monte di morti! Li fucilano alla schiena con le mani legate, ma liberi di correre se vogliono per poter fare prova di bersaglio!
A (60 km.) Mambasa, c’è il mio carissimo amico Don Giacinto Toneatto sacerdote secolare venuto in mio aiuto e vero apostolo senza paure! Come sarà tra quei grandi! Se l’avessero ucciso lo sapremmo,  perché sappiamo già la lista dei 16 scomparsi. Rumori da Wamba ci dicono che è stata occupata dai soldati regolari colle bombe a mano!
I Padri e le Suore sarebbero fuggiti a tempo a Lingondo nel piccolo seminario!
Intanto in basso della collina si balla freneticamente di gioia per la morte dei nostri due capi. Guai se si saprà di un solo lamento! sarà fucilato tutto il villaggio! I capi erano ladri, hanno bevuto il sangue dei poveri! e per questo il leone «simba» li ha sgozzati!
Una buona parte dei miei pigmei si tengono nascosti in foresta e mandano i bambini da me per cercare sale o latte e per sapere cosa devono fare! «Che cosa fate in foresta? siete alla caccia delle antilopi? E difficile prenderle, perché sentono anche loro il... profumo dell’indipendenza!». «Ah sì, Padre, è proprio difficile, sono diventate più intelligenti di prima». «Dite al capo di prenderne qualcuna! Correteci dietro velocemente»! Avevano già capito quello che volevano sapere!... non uscite fuori, perché il leone prenderà anche il vostro capo!
I miei maestri sono anch’essi tra i pungiglioni, alcuni sono lontani dalle loro famiglie, altri sono conosciuti privi di amore per il defunto barbetta Lumumba. Intanto Ernesto che passeggiava ben vestito nel momento che stava per scendere il... famoso autocarro della morte (ore 15 di ieri 21) provò di camminare a sangue freddo, non valse a nulla; fu preso e gli domandarono dove avevano nascosti i fucili e le munizioni i poliziotti che erano fuggiti il giorno 20 dalla prigione! acqua in bocca! perché non ne sapeva nulla! Lo buttano sul camion e lo portano nella prigione vuota a 15 km, dove rimangono ancora qualche donna coi bambini, mogli dei galeotti liberati! Vedete quanto amore coniugale! Liberati se ne andarono senza pensare ad altro! Schioppi e munizioni, tutto era scomparso nella foresta ed al maestro di scuola non rimaneva che prendersi una pallottola «dumdum» sul ventre, perché anche lui doveva aver cooperato al furto. Però hanno trovato una soluzione più mite. Il maestro venne nominato guardiano delle donne dei prigionieri coll’incarico di nutrirle e proteggerle sotto pena di... palle! Quando verranno di nuovo basta che una di quelle donne dica che non ha dato loro da mangiare per avere quella... pallottolina promessa!
Una bella parentesi è questa: Perché hanno preso quel maestro? ed anche altri hanno passato un brutto colpo d’occhio! uno per esempio che era uscito per vedere i... liberatori! lo prendono e ficcano la canna del fucile nelle narici (che per fortuna quelle dei neri sono... larghe) fino dove può entrare; mentre un secondo gli batte la nuca col calcio del fucile, perché la canna possa entrare bene! L’hanno abbandonato tramortito: (io sarei morto!) ed il domani si muoveva di nuovo perché la testa del nero è una «cassa forte»!
Ma la parentesi è questa: «nessuno deve vestire all’europea, al massimo è permesso un calzoncino, ma a torso nudo ed in mano un ramo di palma o fiori, ed un bastone nell’altra. Bellissima scopertà! Intelligenti i briganti!
Così conoscono i loro addetti e sanno che non possono tenere in mano neppure un coltello! Essi stessi sono vestiti di rami di palma: però sotto il cuscino tengono nascosto il vestito militare rubato da qualche parte ed il vestito civile per tutte le eventualità possibili! L’affare magnificamente organizzato!
Tra le munizioni rubate sono cadute in mano a loro anche le cartucce a «salve». Sono un vero miracolo! Fra di loro ci sono dei veterani della guerra del ‘40 e conoscono bene come possono maneggiare le armi. Quelle a salve sono le «pallottole stregate».
Quando arrivano in un posto e hanno raccolto la «Gioventù per metterli in testa ai colpi di mano», mostrano loro che il fucile non serve a nulla, ma che devono servirsi di lance, frecce, Panga ecc., tutte armi che non fanno strepito e che non svelano mai dove la banda si nasconde e che non debbono aver paura del rombo dei fucili, perché appartengo ai bianchi e non hanno nessuna forza contro i mulelisti però devono avere in testa una pelle di scimmia od altri animali, specie il leopardo
Tutto questo incanto e potenza magica è basato su quella famosa pallottola a «salve».
Per provare alle nuove reclute ignare dell’.. .arte militare, il capo banda dà il suo fucile caricato da lui stesso e si fa sparare un colpo al petto, alla distanza di qualche metro: siccome la pallottola è di carta di alluminio, il colpo parte, polverizza la pallottola ed il... mago fa qualche salto, si cerca tra le foglie che ornano il suo petto irsuto di peli e scopre tra di essi la pallottola che si è fermata al tocco del primo pelo e più spesso la raccoglie per terra perché al più piccolo movimento l’arnese si è staccato dal suo pelo!
Urla di stregoneria: «sei grande Simba-Leone, tutti i poteri sono in tua mano!». Dal lattante al vecchio senza vista. Tutti ci credono, perché hanno visto ... cogli occhi! Bello! Poveri noi minchioni che camminiamo sempre colla critica della... ragione!
Insomma i mulelisti sono briganti intelligenti!
Come sono venuti fino da noi a 600 km. dalla capitale? e con automezzi, e con tanti ponti sorvegliati! E’ facile! Partono ed alla prima difficoltà abbandonano tutto e si danno alla foresta come cacciatori, si passa il fiume su un tronco d’albero o con una piroga e ci si mette di nuovo in strada; si troverà bene una missione od una piantagione di un europeo, dove ci sono automezzi, ci si informa bene! E’ armato? è un forte? e quindi si prepara il colpo!
Mano armata di pistola ed un secondo con un coltellaccio e l’affare è fatto! Il bianco ed il missionario cede il veicolo e si fila! Dopo qualche decina di km. si incontrerà pure qualcuno che fornirà... benzina o soldi o una ruota (sempre col primo metodo). Così i ribelli si sono inoltrati nei punti più lontani. Da segnalare che i punti più sicuri per loro sono i villaggi musulmani, perché questi tristi elementi trovano tutte le informazioni necessarie al prossimo colpo di mano!
Ieri hanno promesso di venire a cercare altri per darli in bocca a «Simba» leone! Quando verranno? Sulla grande strada non passa più nessuno e quindi il primo rumore d’auto è il loro. L’animo è . . .sospeso ad un filo!
La campana grande suona l’Angelus che recito insieme a qualche giovanotto! poi qualche preghiera, le litanie del S. Cuore, un piatto di brodo con pane, un bicchiere d’acqua e limone ed il pranzo è terminato.
In chiesa tutto è normale, fiori, candele sempre accese davanti al Santissimo, una davanti alla Vergine e una al Sacro Cuore. Le R. Suore volevano nascondere i vasi sacri ed i paramenti, io mi sono opposto! Lasciate tutto al suo posto! ho messo tutta la mia fiducia in Maria, ora sta a Lei di mostrarsi Madre potente. Volevano nascondere la bella statua di S. Giuseppe; siamo in guerra e tutti dobbiamo stare in prima linea, anche S. Giuseppe. Ho dato ordine al sacrestano di portare S. Giuseppe nell’ufficio in mezzo ai fabbricati della scuola artigiana colla promessa di fargli un bell’altare se proteggerà le officine e tutto il materiale scolastico. Se invece rimarrà bruciato, perderà anche il nuovo altare.
Alla Madonna faremo una grande grotta scavandola al vivo sull’enorme roccia che si trova tra la chiesa e la casa. Non ho mai sentito in me una fiducia così grande nella Madre di Dio; anche perché vedo chiaramente che il pericolo per la missione è grande e sperare di uscire indenni è sperare contro ogni speranza! Ci sono dei momenti in cui mi trema tutto il corpo in sudore, non tanto per me vecchio leone dei boschi, ma specialmente per le Reverende Suore e per tutte quelle anime buone che ci hanno seguito con eroismo; se massacrano noi faranno in pezzi anche i nostri fedeli! e questo mi dispiacerebbe assai! Però essi sono gente di grande fede e dicono apertamente: «La morte ci agguati ma sarà proprio essa che ci aprirà subito la porta del cielo! Se Cristo è morto in modo barbaro, noi ci assomiglieremo a Lui! Si muore una volta sola e morire per Lui è vivere! Chi ha paura di morire è colui che è carico di peccati, di furti ecc.». Per questa gente vuol dire morire due volte! (per l’eternità). Come è consolante per il missionario sentire queste espressioni in bocca ai suoi figli spirituali! «Padre, quanti anni sono passati e tu ci ripetevi sempre che questi giorni terribili sarebbero arrivati, perché troppa gente si scherzava della voce del Signore».
Verso le ore 14 me ne vado a dormire lasciando ad Alberto l’incarico di ascoltare l’arrivo del famoso autocarro. Ho dormito quasi un’ora e mezza. Un silenzio sepolcrale circonda la missione. Sto scrivendo qualche nota quando Alberto mi avverte che l’autobus Volkswagen coi soldati è salito sulla collina a destra della strada, a casa delle suore. Salto sulla Vespa scendo la mia collina e su in fretta presso le suore!
A pochi metri dalla chiesina delle Suore un... mostro vestito di frasche mi sbarra la strada a fucile spianato. Abbandono la Vespa e senza paura avanzo verso quell’individuo per raggiungere le suore missionarie che si erano riunite dietro la casa per fare le loro pratiche di pietà. Sei ribelli armati e vestiti di rami con un ceffo da leone affamato mi mostrano la mia sedia col fucile.
Quando sono seduto l’interrogatorio era già avanzato! Le Suore sono accusate di aver dato il furgoncino ai soldati regolari, quelli che erano passati ieri; perché potessero uccidere loro, gli invincibili Mulelisti? Sono venuti a prenderci per ammazzarci tutti domattina davanti al popolo di Mambasa! Parlare con quella gente ed in quello stato è quasi inutile. Ho spiegato loro che quel furgoncino non esisteva da noi, che era passato ieri e che loro stessi l’avevano arrestato in strada e fatti prigionieri i soldati regolari. «Siete dei menzogneri! voi tutti bianchi e per noi ammazzarvi è meno che avere in mano un pollo>>; aggiungo che la verità è quella e che possono fare di noi quello che vogliono e che noi non temiamo la morte! C’erano in nostro sfavore le tracce fresche di scarponi militari che avevano girato attorno alla casa delle suore qualche ora prima, subito dopo il temporale. Questi scarponi erano i sandali in plastica nuovi che il mio sacrestano si era comprato qualche giorno prima e che faceva la . . .maffia stampando dappertutto quella batteria di chiodi militari che in fondo non erano che teste di . . .finti chiodi in plastica! La brava Sr. Agnese ha cercato ben bene di spiegare l’affare! inutile! I sei briganti si alzano, buttano a colpi i nostri testimoni nel furgoncino ed il povero ragazzo sacrestano essendo troppo lungo, prende una brutta testata contro il montante della porta. Sono in cinque o sei che sono intassati in attesa del verdetto popolare su di noi e per loro!
Intanto un soldato si allontana nel viale degli «avocats» e spara il primo colpo per dirci che la fine era vicina! Il gruppo si allontana da noi una ventina di metri e caricano i fucili! Parlo alle R. Suore e senza voltarmi recitiamo l’atto di dolore e poi le esorto ad offrire le loro vite alla gloria del Signore e per le anime e dò loro l’assoluzione in periculum vitae: «Ego vos absolvo...».
Siamo pronti! Che facciano quello che vogliono; intanto il consiglio si allunga troppo, con un giro d’occhio osservo le Suore. Quelle benedette erano là tranquille bianche e rosse come se nulla .. .le interessasse! E proprio vero che il Signore dà una forza tutta sua nell’ora del martirio! Io mi sento tranquillo anzi indegno di tanto regalo! Sparano a noi! Manca che gridino «Simba» Leone e la scarica fatale ci rovescia tutti. Io mi trovo il primo lungo il muro e dopo di me c’è la Superiora! Il consiglio dei... briganti è finito, battono i fucili per terra e vengono verso di noi! Tra i sette c’è uno in... stato normale e parla in lingala contro tutti e li convince che l’auto non è delle suore, ma che i soldati fatti prigionieri ieri avevano mentito!
Decisione brusca, come sa fare questa razza di gente! Si siedono di nuovo al loro posto e incominciano a dire che per loro era nulla ammazzarci, che essi volevano il bene del popolo, che se trovavano un ladro anche di una patata l’avrebbero sbranato! Che erano mandati da Dio per finirla con tutti i briganti del Congo ecc... ecc... e se ne vanno a Mambasa a fare giustizia della menzogna! L’autista, il più feroce, che conosceva bene la Madre come infermiera, le domanda qualche cosa per il mal di testa. La Madre svelta come una ragazza, va a prendere medicine e acqua fresca per... i banditi e non sapendo il loro galateo cerca di mettere in mano al... carnefice le compresse e il bicchiere d’acqua. Questi le fa segno di mettere tutto per terra. E’ indegno del Leone di ricevere qualche cosa dalle mani di qualcuno! o sul tavolo! tutta roba portata dagli europei. Si saluta mettendo la mano a metà persona!
Prendo l’occasione per dirgli che noi non possiamo rimanere in queste condizioni e che prima di andarsene dovevano dire alla gente di non venirci a molestare che sarei andato io stesso a prendere dal loro grande «Simba» Leone un salvacondotto! «Deve venire perché noi non vogliamo nessun male ai missionari che istruiscono i nostri figli». Bello!
Salutano senza stretta di mano! buttano fuori gli ostaggi: Veronica con la sua piccola Elisea di 7 mesi, il suo marito Raphael — angeli custodi delle suore — il mio sacrestano con la testa inzuccata, ed altri, saltano dentro loro, i liberatori, e se ne vanno in fretta, perché la sera è vicina ed anche i briganti, i «Simba», temono una imboscata e sanno bene che le pallottole dei regolari passano il ribelle da una all’altra parte!
Che respiro! La Madonna era tra noi! Si è mostrata Madre. E’ stata presente ed ha fatto un muro di luce tra le suore ed i Mulelisti! Grazie o Maria e ti mostreremo... la nostra gratitudine per tutta la nostra vita e la nostra missione da oggi è tutta tua. Te la sei consacrata per sempre.
Ave Maria — Viva Maria, grazie di averci salvati!
Ci guardiamo attorno e si incomincia a prendere fiato! Suor Agnese ce l’ha coi chiodi degli scarponi da soldato!
Dalla tragedia passiamo alla commedia e ricostruiamo tutta la scena! — Quel furgoncino io lo conosco bene, appartiene alle suore di Wamba perché ha un faro rotto; accidente provocato dall’ispettore missionario verso il 10 Agosto.
Sono partiti in fretta. Il Cuore Immacolato di Maria ha salvato ancora una volta la nostra missione!
Chi non vedesse la mano di Maria in questa occasione, quando la vedrà mai?! In cuor mio Le ho cantato un bel «Magnificat».
Me ne vado in parrocchia a confessare. Arrivano certi pesciolini! che da tempo non avevano avuto tempo di confessarsi.
I due capi assassinati, poi altri due pagani ed altri ancora. Si domandano che cosa stia accadendo. Quello che vi ho detto da tanti anni. Scende il sole, colora di rosso le nubi ed i monti!

Domani è il giorno del Signore! Ci porterà quello che a Lui piace!
La notte incomincia oscura, una improvvisa nuvola copre la Via Lattea. La luna è diventata pigra e si alzerà solo verso mezzanotte! Luci spente nelle due missioni per non dare segno di vita alle bande che possono passare e neppure ai regolari che in questi momenti sono anch’essi capaci di molte... cose. Ascolto la radio per vedere in che mani siamo! Un’altra grazia ci attendiamo dalla Madonna, che i soldati regolari vengano dalla strada del Nord e che facciano fuggire i ribelli verso il Sud cioè verso Beni.
La povera gente del villaggio balla freneticamente giorno e notte per mostrare la loro gioia per l’arrivo di Simba! Povero popolo! L’affare più grave sta nel fatto che i due comunismi si incontrano nel Congo per farne un macello. Quello di Gis., russo e meno violento, più idealista, perché vorrebbe trovare ancora qualche cosa nel paese e quello di M. e Sumia cinese barbaro e crudele che vuole disfare tutto per fare tutto di nuovo.
I poveri popoli liberi africani stanno facendo la propria storia di sangue e finiranno tutti in bocca al lupo. Anche Nyerere che credevamo il più intelligente chiama cinesi, polacchi e [?j come istruttori delle sue truppe già disorganizzate.
Non ha visto il crollo di Fulbert Gulu.
Le magiche parole di imperialismo, capitalismo, militarismo, America ecc... sono entrate nella testa anche dei migliori. La salute verrà dal rosso! bello! — disgrazia dire il contrario!
Dormire di notte da solo sopra una collina! Io stesso ho consigliato i cristiani ad allontanarsi dalla missione, perché c’è il pericolo di un attacco aereo.
Su centinaia di km. quadrati di foreste le lamiere zincate di tutti i grandi fabbricati della missione servono di punto di riferimento per la navigazione aerea spicciola! Ma anche questa precauzione bisogna suggerirla con tanta cautela da non far capire né aerei, né bombe, né ecc... — Cercate di fare i campi nell’interno della foresta dove ci sono meno uccelli che possono divorare i semi. Alla Santa Messa ci venite presto. Se ci sono novità, anche una sola persona le può portare senza correre nessun pericolo!
Il Bel Sabato di Maria col Suo Cuore Immacolato è così ben passato, che per me la Madonna era tra noi ed i fucili. Sul posto stesso metteremo una colonnina colla statua del Cuore Immacolato ed alleore16 di ogni sabato si reciterà insieme il Santo Rosario di ringraziamento.
Prima che quei ceffi se ne andassero ho chiesto loro se c’era coprifuoco od altra restrizione per le nostre cerimonie religiose. Nessuna, mi dice -  Voi siete gli uomini di Dio e dovete fare le vostre cose. Se vi molestano noi li ammazziamo! Oh!
La mattinata è bella e chiara, anticipo un po’ l’orario della S.Messa cantata perché così la gente possa andarsene al più presto ed il Santo Vangelo del servo che non può soddisfare due Padroni, Dio e Satana, è venuto proprio a puntino!
Padre mi dicono dopo Messa, questi «Simba» sono l’anticristo! Sono già sei anni che tu ci vai dicendo di far opere buone perché verrà il Signore a scegliere le sue pecorelle!
Se la Madonna ci porta fuori da questa tempesta i frutti saranno grandi per le anime! perché tutti dicono: l’insegnamento divino della chiesa cattolica è il vero,  tutte le altre dottrine sono fabbricate dagli uomini.
Per la seconda volta tutti i missionari protestanti hanno tagliato la corda e sono fuggiti tutti come nel 1960 lasciando le loro opere in mano agli africani mentre i missionari e missionarie cattolici sono rimasti sul posto offrendo la loro vita per i loro figli!
Più di 150 famiglie protestanti sono fuggite in Uganda o nel Kenia specialmente quelle inglesi ed americane.
La settimana dal 23 al 30 è passata nel silenzio straordinario di un eremo. Qualche aereo notturno che sveglia di botto, per poi far fare una mezza risata, era l’uccello più innocente che mai ci sia stato e solo la paura lo rende pericoloso.
In questa prima settimana si doveva incominciare la scuola ed invece dobbiamo ringraziare il S. Cuore che questi disordini siano arrivati proprio durante le vacanze!
Una visita lampo di Don Giacinto che è riuscito a farsi strada tra i briganti di Mambasa ed è venuto a farci visita a Nduye (60 km.) aveva ornato la sua vettura di rami di palma davanti e di dietro, poi si è preso due ragazzi e via attraverso tutti gli ostacoli! Abbiamo fatte anche delle risate sugli avvenimenti tragico-comici ed abbiamo tirato le conclusioni che in gabbia ormai ci siamo.
Mi racconta di aver avuto anche lui due canne da fucile puntate sul ventre! ed ha dovuto presentarsi al tribunale popolare per rispondere del prete nero, che avevano trovato ubriaco in città e l’avevano già legato per fucilarlo perché indegno di un prete di girare la notte e con donne! Don Giacinto gridò che non era lui il responsabile delle ubriacature del suo coadiutore... che non ascoltava nessuno!
Dopo lunga discussione lasciarono andare D. Giacinto ed al prete nero hanno promesso di farlo in pezzi se lo trovano ancora ubriaco! La sera stessa è andato a prenderne ancora un... quarto per fare passare la paura!


Povera Africa!
I giorni passano in una solitudine da stilita. Mi sono messo con gusto a leggere la vita di Maria Teresa Ledokowska intercalando la storia della Chiesa del Todesco che io conobbi personalmente al seminario di Padova, quando piccolo seminarista gli servivo la S. Messa. Era svelto come il fulmine a celebrare. Dopo la S. Messa mi regalava i biscotti.
Quello che ci voleva tanto bene era Mons. Perin il continuatore del «Lexicon totius latinitatis». Vecchio vecchio, celebrava con tanta pietà che ce la impresse in tutti noi.
Insomma continuando i disordini finirò tutti i pochi libri che ancora mi rimangono. Ogni giorno verso le 16 vado a far visita alle 6 missionarie rimaste in prigione come me. Esse passano il loro tempo nella preghiera e nel lavoro e nella Speranza che il Cuore Immacolato di Maria ci porterà dove la volontà di Gesù Suo Figlio ci ha destinati. Quanto eroismo in queste creature del Signore e quante preghiere per la pace per il nostro Congo e per la salvezza di questo grande paese!
Quando ero bambino desideravo di farmi Camaldolese del monte Rua. Ora il Sacro Cuore mi ha fatto eremita delle foreste del Congo. Spesso guardando i grandi fabbricati scolastici, mi domando quanto lavoro per essere distrutto in poche ore dal fuoco o dall’esplosione. Però il Signore sa Lui quello che è bene ed a noi basta la Sua Santa volontà. Però il Signore mi ha dato pure un po’ più di lume sugli avvenimenti fin dal 1959 quando il 30 Giugno licenziai tutti i lavoratori:
muratori, falegnami, segantini e rimasi con uno solo, Pio Karanu il fedelissimo magazziniere delle scuole artigiane e questo fatto mi liberò da tante noie durante l’indipendenza del ‘60.
Conoscendo tutte le mene dei partiti feroci l’uno contro l’altro si potevano pure prevedere le lotte fratricide degli uni contro gli altri. Il più forte avrebbe dovuto sopprimere il più debole. Oggi vediamo le città ed i villaggi dove a centinaia i cadaveri rimangono insepolti! Si ammazza con una ferocia che non si arriva a capire.
Ieri sera sabato 5 settembre passano tre camion carichi di quelli delle frasche, che fanno venire sempre i brividi a me e alle buone suore! Sono povera gente che va al macello.
La S. Messa di domani domenica 6 sett. l’annuncio per tempo per non dare occasione a . . . rastrellamenti. I bravi cristiani vengono in chiesa ed ai sacramenti numerosi ma con l’animo sospeso. Ho insistito che lascino le tre porte della chiesa aperte per evitare disordini nel caso di arrivi di personaggi loschi!
Dopo la S. Messa mi si avvicina il Direttore della scuola per dirmi una tristissima notizia: «Padre, hanno sparato e forata tutta la casa e chiesa di Don Giacinto Toneatto e pare sia riuscito a fuggire verso Beni!>> Una stretta al cuore mortale! Poveretto anche se non è ferito come potrà fare i 150 km. per arrivare in salvo?
Vergine Santa, Madre di Gesù cammina insieme a questo mio carissimo sacerdote che ha lasciato tutti in Italia per venirmi a rimpiazzare in una regione così difficile.
E impossibile avere notizie perché tutte le strade sono controllate dai ribelli. Per un momento questo fatto ha spezzato il mio . . .cuore! La triste faccenda sarebbe accaduta martedì 2 settembre quando i ribelli avrebbero arrestato i soldati regolari che correvano con la vettura di D. Giacinto, che gliela avevano rubata di forza! Quindi secondo loro D. Giacinto era reo di morte per aver aiutato i regolari. Abbiamo pregato molto perché essendo uscito immune da parecchi colpi di fucile possa arrivare in Uganda ed in Italia sano e salvo! Però per noi è una perdita grave.
La battaglia di Mambasa ha infuriato per tre giorni ed il povero gruppo (un centinaio di soldati) è stato sterminato — anche i prigionieri uccisi barbaramente!
La notizia si è sparsa come un fulmine, della vittoria dei ribelli, però fu di corta gioia, perché anch’essi ci hanno lasciato dei loro!
I regolari fingono disfatta generale e si ritirano a 120 km. da Mambasa. I ribelli ammassano gioventù con frasche e coltelli di tutte le sorte (ho visto perfino una spada tedesca che deve aver appartenuto a qualche ufficiale tedesco della guerra del ‘14).
Il giovedì mattino mi capitano alla missione 3 autocarri carichi di questi avventurieri tra i quali c’erano anche dei giovani usciti dalla mia scuola di meccanica, dei soldati che io avevo conosciuto bambini ad Avakubi nel 1940, ma che faccia! Sono ora dell’armata del popolo... cinese! Due pneumatici sgonfi, una dinamo rotta! In due ore di lavoro ho riparato il tutto e stavano per partire quando vollero un’auto delle mie. Visto che erano tutte in pezzi uno disse che le suore avevano una vettura ed un camioncino. Via di corsa sull’altra collina a far paura alle povere suore. Il camioncino al quale avevo messo vecchi pneumatici non volle accendersi e non si mosse; invece la piccola vetturetta Volkswagen che la suora infermiera impiega per l’ospedale, quella si mette in moto e si riempie con 8 guerrieri, quando porta a stento una suora infermiera grassa ed una assistente magra come il . . .fumo! Hanno percorso 500 m. ed alla prima salita la poveretta VW non ce la faceva più. Il comandante ordina di scendere ed all’autista di ricondurre quella carretta alle suore perché avrebbe poco servito per la . . .guerra! Le mie auto non mi danno apprensione. Prima degli avvenimenti le ho smontate tutte e buttati via pezzi e ruote, radiatore, aperto i ponti ecc... quindi sembra tutto ferro vecchio e così non danno nessun appetito!
Insomma il giovedì 3 è stato un giorno terribile, da far prendere un febbrone per la fatica e la paura! A notte poi passano ancora tre autocarri carichi di uomini e munizioni.
Il S. Cuore ha fatto il prodigio che continuino e così nella notte si è potuto dormire.
Così S. Pio X ci ha ancora aiutati!
Sabato notte 5 sett. dopo mezzanotte udivo dei rumori lontani come di scoppi; però si confondevano col rullo del tamburo. Uscendo all’aperto tesi l’orecchio verso oriente! sono vere esplosioni ma lontanissime! Osservo la direzione esatta sulla carta. Deve essere una battaglia in regola tra regolari e ribelli che in linea d’aria poteva essere a 90 km. Nessuno parla, anche i maestri che hanno la radio nulla dicono per non compromettersi. I regolari hanno attirato in un tranello i ribelli lasciando loro libera tutta la strada della foresta e facendo credere che la città di Bunie era facilmente prendibile, si sono portati in regioni di prateria montagnose a circa 30 km. e dei circa 600 giovani della armata popolare, ne hanno fatto un cimitero di 200 morti sulla strada, più ancora i feriti prendendo loro armi e munizioni ed i poveri camions sgangherati che li avevano portati sotto il fuoco.
Stragi senza pietà! I morti rimangono insepolti e i vivi scappano. I feriti restano sul posto ad aspettare la morte, la più terribile, e siccome la regione è piena di uccelli rapaci — corvi, aquile, ecc. — vi potete immaginare la fine orribile! Quelli che sono portati in qualche dispensario od ospedale trovano per loro conforto puzza di cadaveri nessuna medicina e nessun medico!
Questa è la vera ed ultima indipendenza!
Passano i giorni più velocemente che mai. Leggo con tanto gusto la storia della chiesa del Paschini, trecento e quattrocento; in quel tempo ne facevano tante quanti i neri del Congo di oggi! Possibile mai che l’uomo sia sempre così il ragazzo terribile. Attorno alla missione il silenzio diventa sempre più eremitico — però la natura continua come prima. Gli uccelli aprono il giorno con un cinguettio meraviglioso, non cambiano mai orario. La capinera è sempre la seconda dopo il merlo a dare il saluto allegro al Creatore. L’usignolo è più indolente che in Italia, canta solamente per mezz’ora al mattina ed alla sera per qualche breve gorgheggio prima del tramonto del sole. La ballerina saltella e trilla sulla veranda di casa mia specialmente nelle ore del mezzogiorno e nello stesso tempo mi fa da guardiano quando io faccio la «siesta». Quando arriva un inopportuno a quell’ora, od il gatto o uno straniero qualunque alla casa la ballerina dà più gridi spaventati che mi mettono sull’attenti e mi svegliano!
Il silenzio invita alla preghiera ed alla meditazione. Fino ad oggi non abbiamo perduto una sola adorazione della sera alle ore 18.
Anche in pochi... ma sempre! Alle 18.30 seduti sui gradini della mia casa recitiamo il S. Rosario contemplando i monti circostanti, che anch’essi tacciono e ripetono a Dio la loro muta preghiera dei secoli! Anche quando io non ci sarò più queste creature inanimate resteranno ancora per secoli e secoli e quei roccioni di basalto continueranno a testimoniare che un tempo vicino a loro ci furono degli esseri viventi che lodavano Dio e che di Maria cantavano le lodi di Madre loro tanto buona! I cristiani vedono oggi insieme alla maggioranza dei pagani che gli insegnamenti di Gesù figlio di Dio e di Maria, portati da Giuseppe Moke nel lontano 1919, rimangono sempre quelli e che l’amore di Dio per gli uomini, insegnato da lui, è il solo che deve rimanere insieme coll’amore per il proprio fratello. Solo gli assassini di oggi possono insegnare «uccidi il nemico del tuo partito!».
— Padre quel «Simba» Leone è un Dio???
— Ricordati mio caro di quello che tante volte ti ho spiegato e che il vostro maestro Giuseppe Moke vi ha spiegato meglio di me! Dio non ha un ventre pieno di fame come il nostro; Dio è buono e non ha la testa piena di rabbia come la nostra. Dio non si veste di rami di palma come quelli che uccidono! Dio non ha fretta di prendere i suoi nemici, perché nessuno può prendere Lui! Per andare alla guerra, Dio non ha bisogno di rubare gli autocarri altrui, né di prendere il cibo e capre dei poveri, per paura di morire di fame! Dio viaggia senza... gambe; il Suo Spirito è sempre nutrito, le sue mani non si vedono e fanno girare i venti, correre i fiumi, fermano i leoni senza neppure toccarli!
— Ho capito, Padre! Anche questi Simba Leoni assassini si fermeranno un giorno davanti al vero grande «Simba» Buono che è Dio!
— Prendi la tua Fede con tutte le due mani e stringila al tuo spirito perché non fugga con gli stregoni e non ti porti così alla morte del tuo spirito!
In una settimana dal 6 al 13 settembre sono passati solo due automezzi sgangherati che andavano verso nord-Paulis. Prima una vettura coll’autista solo davanti e di dietro 5 soldati che venivano dalla battaglia perduta! Il secondo, un grosso e vecchio camion con dei soldati ribelli; e non è impossibile che siano dei fuggitivi, però lungo la via spargono la voce che vanno a prendere altri ribelli per uccidere tutti quelli delle montagne. Il vero sta che i loro simba hanno lasciato i loro cadaveri sulla strada.
Da oggi, sabato 12, Nome Santissimo di Maria non è più possibile avere nessuna notizia, eppure se ne sentono molte! ma tutte bugie o stregonerie!
Ora è entrata in scena una donna che è capace di cambiarsi in maschio o femmina ad ogni istante; diventa serpente, vespa pungente o leopardo a seconda del bisogno urgente. È lei che comanda ai soldati le battaglie sicure! Dove non si può fare la guerra lei stessa seduta su un paniere di vimini, il «Rungu», parte su questo... disco volante e arriva in mezzo ai soldati regolari, colà lascia sciami di vespe che in pochi minuti accecano tutti e sono costretti a gettare le armi. Subito collo stesso disco ritorna dai suoi ribelli e ordina l’assalto...! I poveri soldati regolari sono presi... colle mani, senza sparare un sol colpo. Del resto anche se sparassero basta scuotere le palme che indossano, perché tutte le pallottole cadano a terra... senza ferire nessuno! Miracolo! Tutti ci credono, anche i miei poveri pigmei, al «motto segreto»... Stanno nell’interno della foresta, però sempre col... ramoscello di palma in mano per la loro immunità assoluta! ma ad ogni momento qualcuno esce e come uno scoiattolo viene a trovarmi per domandare una sigaretta o qualche grano di sale! e per sapere quando finirà questa… guerra! Rispondo che passerà, perché passano anche i grandi temporali! Padre che questa storia = guerra non assomigli alle tue rocce e che una volta.., sedute, più nessuno le potrà smuovere!? Gli occhi si spalancano aspettando la mia risposta! — Macché, gli uomini non imitano mai le rocce, ma sono simili ai temporali che anche se furiosi.., poi si calmano!


(12 sett.)
Caro sabato sera del Nome di Maria;
Tu sei la sola vera Donna capace di cambiarsi in uomo, perché ci hai dato Gesù!
Tu sola puoi salvare questa povera gente da tanta ignoranza: Tu sola o Maria devi aiutarmi a far vedere la vera via del Cielo! A Nduye piccoli e grandi Ti conoscono e Ti amano! Dovresti venire a vedere i tuoi poveri figli! Ti accoglieranno in trionfo colla... palma in mano!
Ora la palma ha ricevuto il suo collaudo di... miracolata. Sull’oscurire arrivano camion di... leoni! e fermatisi nel villaggio di Nduye a 500 m. sotto la missione incominciano ad urlare e sparare. Dalla mia veranda sento fischiare le pallottole e per precauzione mi siedo dietro il muro in stanza. Siccome tutti i muri della missione e di tutti i fabbricati sono in granito e di mezzo metro di spessore una di quelle... palline si fermerà bene contro una roccia, meglio che contro un ramo di palma! Gridano: «Leone, leone!», e tutti rispondono: «mai, mai» = acqua acqua, che significa: il leone non ha paura delle pallottole che sono come gocce d’acqua, ma coi suoi denti di leone ha preso qualcuno — subito dopo le grida seguono scariche di fucili e mitra! Vuoi dire che mandano al Creatore qualcuno o molti!
Arriva un gruppo di quegli sgherri e mi domandano un’auto: mostro tutti i miei fuori uso e si convincono che non c’è nulla da fare, di più non hanno neppure sospettato che fossero stati smontati da... ingegnosi meccanici!
Non trovando automezzi mi domandano una batteria di 6 V. Ho avuto il coraggio di dire al capitano delle bande rosse che gli prestavo la batteria a condizione che mi mandasse la sua scarica, che gliela avrei caricata durante la notte! Partono mentre piove all’africana. Si infangano e per fare 30 km. ci impiegano parecchie ore! Verso le ore 21 ancora sparatoria, ma la batteria non arriva! Si sono messi ad ammazzare capre e polli (gli ultimi ancora esistenti) e chiamano le bambine piccolissime del villaggio per fare loro da mangiare. Non ne vogliono sapere di donne adulte perché dicono che sono contaminate, ma la ragione è un’altra: le bambine piccole non conoscono i... veleni e quindi non c’è pericolo di preparare cibi avvelenati! Vedete fino a che punto arriva la furberia cinese!


14.9.64
Al mattino una squadra mi porta la batteria da caricare e nello stesso tempo un biglietto del luogotenente e si mostrano molto gentili! Vengono a prenderla fra due ore e mi portano la mia ancora in buono stato! Prodigio! fino al punto di crederli della parte opposta! ma i termini e le parolacce non possono lasciar dubbio sulla loro identità.
Insomma per mezzogiorno del 14.9.64 anche questa banda è partita.
Subito dopo mezzogiorno passa una vettura Peugeot che fila verso nord!
Alle 18 incomincio l’adorazione con qualche persona solamente, ma appena dopo 10 minuti, colpi di mitra partono da casa mia ed altri rispondono a valle! Ci siamo.
Chiudo il S. Tabernacolo dove c’è Gesù presente in un solo pezzettino di Ostia, mi tolgo la stola ed esco di chiesa colla cotta! Incontro un giovanotto col mitra in mano e sorrido! Gli domando che cosa desidera: — Un’automobile, perché la nostra vettura si è rotta a 15 km. sulla salita della Biasa! — Mostro i miei ferri vecchi e vede cogli occhi che non c’è nulla di buono per il suo viaggio! Aveva fatto 15 km. a piedi ed in strada aveva raccolto... col mitra un passante il quale gli aveva detto che le Suore Missionarie avevano un bel camioncino. Gli dico subito che le suore hanno un automezzo, ma che altri ufficiali avevano detto di lasciarlo per il lavoro dell’ospedale e si erano presi la piccola vettura.
Vanno dalle suore con sparatorie e si fanno dare le chiavi. Hanno sudato più di un’ora ma l’amica Ford non si è voluta accendere. L’avevo troppo truccata perché un semplice autista potesse farla andare. Alla fine quel... merlo davanti al mitra disse che P. Bernardo era un meccanico di... 1° ordine e mi mandarono a chiamare. Ci vado a piedi e dopo qualche strappo l’affare parte! e... partono, ma non conosce le velocità e dopo soli 300 m. ingrana tutto! ma spingendo sale il costone e va! fino dove?
E già notte e volevano dormire in casa mia. Ho rifiutato portando la scusa che i cristiani non sarebbero più venuti alla preghiera per paura dei mitra!
Povero camioncino delle suore che mi è costato tante sudate per metterlo in ordine! dove andrà a finire! La R. Madre ha nascosto la carta Rosa (il foglio della macchina) sotto la statua della Madonna e ripete: la Madonna mi ritornerà la macchina e Lei Padre ci dia una benedizione forte. La metto sotto la protezione della mia santa suor «Liduina» morta in Eritrea. Di notte un po’ di silenzio e si può riposare!
E dire che a Roma con tanta solennità e Pace si inizia il Concilio per la sua terza Sessione. Noi missionari non abbiamo neppure queste consolazioni: siamo sempre in prima linea!
Colla Festa dei dolori di Maria amiamo di restare in prima linea, perché tutta la Sua vita fu battaglia contro il male — Vergine Addolorata sii il nostro aiuto in questi terribili momenti per le missioni di Wamba e del Congo tutto.
Colpi di mitra, canti di gente che spinge una vettura e quella dei briganti di ieri la spingono alla mia... officina miracolosa! Ancora un imbroglio! Scendo incontro ai famigerati e domando notizie del Ford.
E andata male «Padre». Sulle colline non ha più voluto salire. Due ruote si sono sgonfiate: ed abbiamo dovuto lasciarlo lassù! Che volete, sono tutte macchine che fanno i capricci. Quando arriveranno i nuovi veicoli allora sì che si correrà bene!? Quando!? Proprio in quel momento passa un camion carico di... «Ecco quello che fa per voi». Fatevi tirare fino a Mambasa perché io non ho nessun pezzo... francese per la Peugeot. Bene, girano indietro e la vettura corre giù veloce dalla collina con grande gioia del mio cuore! Prendono il mio autista sempre col mitra e l’obbligano a riparare; anche per lui l’autocarro è stato una salvezza!
Verso le 14 sono già partiti attaccati col cavo che ho regalato loro! Chissà che tombole avranno fatto lungo i 60 km.?
Partendo restituiscono la chiave della camionetta rimasta a 17 km. Però quel camion ha portato da Mambasa notizie segrete. Certamente altre complicazioni. A sera sono proprio stanco e per evitare un malarione prendo delle compresse di Nivagnina e prendo in fretta una doccia fredda per calmare il cuore.
I Briganti è già da più mesi che non si lavano perché lavandosi scomparirebbe l’unzione di invulnerabili che hanno ricevuto coll’olio dello stregone!
Se i nostri cristiani credessero all’efficacia dell’unzione dello Spirito Santo nella Santa Cresima e del S. Battesimo e dell’Estrema Unzione come andrebbero forti nella battaglia della vita cristiana e sarebbero veramente invulnerabili in moltissime occasioni della vita!
L’adorazione di questa sera non è stata disturbata e così abbiamo potuto cantare le lodi dell’Eucaristia senza intralci! La chiesa è così bella e sempre lindissima, fiori bellissimi fanno compagnia a Gesù Eucaristia, Cuore della nostra Missione! La Madonna poi in mezzo alla chiesa come la vera Mamma tra i Suoi figli in pianto ha attorno a Lei una festa di fiori e candele!
Le bruceremo tutte in suo onore perché ci ha promesso di salvare i suoi figli. Le R. Suore sono tutte amore e gusto per la Chiesa. Lini e paramenti sempre bianchissimi, anche in questi momenti un gruppo di piccole bambine lavano, spazzano, asciugano. Che cosa sarebbe la missione senza le missionarie! Sarebbe un... sudiciume! In casa loro esse passano il tempo a cucire. Fare e disfare vecchie cose per farne di nuove. Coltivare aiuole di fiori e specialmente rose di una bellezza rara e tutte per il Sacro Cuore di Gesù e per la Madonna.
E dire che mi credevano matto: nel 1951 feci venire le Pie Missionarie della Nigrizia in mezzo alle foreste di Nduye!
La Radio annuncia la ripresa di BUMBA poi verrà BASOKO. Poveretti i miei confratelli, quante ne vedranno anche loro. Basta che il S. Cuore salvi la loro vita!
Nelle mie preghiere e Rosari li ricordo sempre! Dappertutto dove sono passati i leoni hanno lasciato un cimitero. In cittadine di 30.000 anime ne hanno massacrati anche 800. Tutti i capi tribù, tutte le autorità dello stato, direttori di scuola ecc... Però fino ad oggi non hanno toccato un missionario né bianchi per paura di attirare reazioni violente da parte delle loro nazioni! Non certo l’Italia si è mossa in favore dei suoi, bensì l’America e l’Albione!... Però noi missionari cattolici, anche se ci avessero chiamati fuori, non avremmo risposto, perché il nostro dovere è di restare coi nostri fedeli! fino alla morte! Ciò non toglie alla... paura di seguirmi un po’ dovunque! perché la paura non è una virtù bensì un istinto che rimane in molte occasioni attaccato all’uomo come la sua pelle!
Il consiglio che ho dato anche alle Rev. Suore di non fuggire mai davanti a... canne da fuoco né davanti a... sgherri, perché sarebbe incitarli a... tirare!
Le Rev. Suore hanno messo i loro sgabellini vicino alla Madonnina sulla loro veranda e colà sedute al loro lavoro aspettano i colpi più imprevisti!
Sono giornate di eroismo perché questa povera gente che non capisce neppure per chi combatte, è inasprita dalla fatica, dall’insonnia, fame e stupefacenti.
In questo giovedì 17 la R. Madre Superiora mi prega di andare a vedere il loro camioncino, abbandonato in guasto a 18 km. Provo a far capire che mettersi nella strada in questi momenti è cercare grosse... miserie.., anche una fucilata al... volo! Se si incontra un camion in senso contrario! Ho aspettato fino alle ore 9.30 ma nel frattempo passa un autobus con quei famosi ribelli. Si fermano nel villaggio ed incominciano a sparare! ed intanto le pallottole fischiano qua e là! Erano due famosi, perché al gruppo che li ascoltavano hanno detto di prendere tutto quello che Padri e Suore hanno ed anche di... ucciderli! Bel pronostico per mettersi in una strada ancora infangata col pericolo di raggiungerli in qualche salita inchiodati nel fango. Parto colla Vespa e prendo con me un infermiere con tanto di croce rossa. I gagliardi si erano infangati ma li avevano spinti prima che arrivassimo! Deo Gratias! Al km. 78 il camioncino mi guarda! Frizione bruciata non del tutto. Allento il tirante ma ci vogliono ore, perché le chiavi portate non entrano. Con tenaglie e molta pazienza, beccate terribili dei tafani d’elefante ed un sole che arde, ci siamo riusciti ad allentare e il disco prende ancora.
Proviamo a spingere con qualche persona del posto, ma è inutile, la batteria è scarica e non essendoci sul posto una forte discesa l’auto non si accende! un rumore ci sorprende: è un autocarro che arriva dal Nord. Nascondersi è troppo pericoloso, perché se si fermano punteranno il fucile ai piccoli e questi diranno subito che il Padre è fuggito in foresta! Dico all’infermiere di continuare il lavoro e di salutare con la frasca segno di pace come la bandiera bianca! Arriva, e pena nel pantano, per il forte carico di... munizioni.
Due leoni sono in alto col mitra: il loro.., rosario! Quando stanno per sorpassarci, mi volto, saluto; nessuno risponde, ma continuano! Bello e... ci sta bene un bel respirone per scacciare la combustione dai polmoni e poi in fretta spingiamo quell’affare fuori della strada, tolgo la batteria e la leghiamo sul seggiolino della Vespa e poi via di ritorno!
La batteria occupa tutto il seggiolino ed il mio infermiere anche se acrobata non arriva a stare aggrappato al poco restante del seggiolino: «Padre mi butta per terra!». Mi fermo e prova a sedersi sopra la batteria e come acrobata trova che va benissimo, seduto sulla testata degli elementi. Facciamo qualche km. da equilibristi, per il pantano e specialmente per il mio infermiere senza... medicine: è seduto troppo in alto fuori del centro! mezza torre di Pisa. Ho compassione di lui e gli faccio fare un cuscino di fogliame per mettere sopra la testa della batteria. Diventa ancora più alto ma non mi dà noia perché sa seguirmi proprio in equilibrio. Abbiamo impiegato un’ora giusta per fare 18 km. Quest’ora vi dice le condizioni della grande strada! Alle 12.30 sono davanti alla chiesina delle suore e con tanto cuore vado a dire un bel «Gloria Patri» al Signore ed un saluto alla Madonna! Mani e faccia bruciati dal sole, mezza paura in... corpo sono andato di nuovo in chiesina a dire le litanie del Sacro Cuore ed a fare quel benedetto esame particolare, mentre le suore per oggi mi preparano un po’ di pranzo. Ritornato alla mia dimora, mi metto un po’ di vasellina sulla faccia per non bruciare come un peperone e provo a dormire!
Macché! passano altri autocarri tra grida di vittorie forse sognate! E così ci lasciano in pace solo verso le ore 23.10. Tre Ave Maria e Giaculatorie alla SS. Eucaristia, mi addormento fino alle 5.30.
E il 18 è San Giuseppe da Copertino che ci accompagnerà in questo giorno.
Intanto ieri la RAI ha annunziato l’arresto di Mons. Catossi e di 21 missionari italiani a Uvira (Kim). Incominciamo bene. Sono stati presi ostaggi per impedire i bombardamenti aerei sulla cittadina! sono così riuniti in un concilio di fame, miseria.., e forse morte! Cuore di Gesù proteggi anche questi miei confratelli missionari Saveriani di Parma
Intanto alla missione c’è il nostro vecchietto Giorgio che sta consumandosi nella morte con una fede veramente ammirabile. Nato verso il 1895, viaggiò tutto il Congo come soldato nelle battaglie dal 1914 fino al 1930 quando fu congedato. Al suo ritorno gli rubarono tutti i suoi documenti di soldato e così 20 anni più tardi, quando i suoi compagni cominciarono a ricevere le pensioni, il poveretto non ebbe nulla. Venne da me e gli diedi un attestato firmato dai suoi compagni di armi. Niente! Quando finalmente gli dissi «Giorgio, gli uomini ti negano il giusto; ma sappi che il Signore del Cielo e della terra ti prepara una grande pensione in Cielo!». «Proprio questa io aspetto e solo questa! mangino pure i miei soldi, basta che io arrivi al cielo!>>.  Negli ultimi anni era sempre sofferente e tubercoloso, veniva spesso a domandarmi un po’ di caffè e zucchero e si... trascinava ansimante ogni mattina per assistere alla S. Messa e fare la S. Comunione. Prima che entrasse in chiesa si sentiva la sua respirazione ansimante!
Col freddo umido del mattino prima del levar del sole il poveretto si trascina a ricevere il Dio del suo Amore! Quante grazie sapeva dirimi quando ogni volta dopo la S. Messa gli offrivo a casa mia un buon caffè.
Nel giorno del 1° venerdì di settembre (4) gli portai la Comunione come Viatico. «Giorgio, gli dissi, vengo a portarti Gesù perché ti prepari a fare il bel viaggio dell’eternità insieme con Lui che è la tua forza!
Quando ti sentirai peggio mandami a chiamare che ti porterò anche l’Estrema Unzione e la benedizione papale e così sarai ben vestito di Grazia per entrare in Cielo!».
Il venerdì 18, un cristiano mi viene a dire: «Padre, Giorgio sta morendo, vieni subito perché ti vuole!».
Via a piedi attraverso la foresta per evitare la strada, che in questi momenti può avere delle cattive sorprese! Temevo di trovarlo morto e invece parlava ancora. Si è preparato così bene all’ultima Confessione ed alla unzione santa da far l’ammirazione anche dei pagani che erano attorno a lui!
Dopo la benedizione papale e le altre preghiere mi sono lasciato da lui dicendogli: «Giorgio sta’ unito al Signore che al momento della morte ti manderà i Suoi angeli che ti porteranno dove vedrai il Signore tua ricompensa». «Grazie Padre, io sono pronto al viaggio».
Domenica 20 dopo la S. Messa un cristiano mi viene a portare la notizia «Giorgio è partito! tutto contento per il Cielo».
Prima di mezzogiorno verrò a benedire il cadavere e la tomba, preparatelo dunque subito! Come di abitudine la fossa la si fa vicino alla sua capanna!
Ancora una corsa attraverso la foresta per benedire il morto e la tomba e ritorno tutto infangato per trovare una soldataglia spavalda che vuole benzina, pezzi di ricambio ecc. tutto insomma e presto!
Ci vuole proprio il sangue di... roccia per non saltare in aria!
Col 29 settembre le cose si aggravano sempre più. Le battaglie vicine a noi ci mettono in situazioni pericolose. Come ieri mattina subito dopo la S. Messa, si presenta dalle suore una vettura carica con 5 soldati in... fuga, con un capitano ferito! sono... belve, vogliono uccidere l’autista perché avrebbe rubato il portafogli dell’ufficiale, mentre tutti erano... in fermento di... oppio! Le povere suore prendono uno spaventaccio! Faccio una corsa in Vespa per vedere che cosa succedeva. Al mio arrivo il capitano vuoi prendermi la Vespa! per andare dove? dove l’avrebbe portato... l’oppio! Gli rispondo secco che era la sola che mi restava e che ci avevano portato via già due auto! Non ha più fiatato, il mio... oppio è stato più forte del suo? Intanto si allontanano dalle Suore per venire alla mia missione. Sono rimasti mezza giornata e ho dovuto dare loro 40 l. di benzina. Quando stavano per partire la radio transistor del capitano non funziona più, vogliono sparare al soldato nelle mani del quale l’ordigno... ha fatto silenzio! Poi vogliono che io la ripari. Non posso perché io sono grande tecnico di macchine e... meccanica! Qui ci vuole un tecnico di radio... militari, e voi ne avete tanti. Hanno scoperto un’idea: «Sì a 150 km. troveremo il nostro tecnico». La scatola dei tanti fili si chiude ed anche questa faccenda è finita senza fucilate, né per il soldato, né per me. La vettura aveva sul radiatore un grosso serpente in legno: Talismano!
Auguro un buon viaggio e se ne vanno, poi si fermano a 500 metri per farsi da mangiare! Cioè fanno chiamare 4 piccole bambine (come sempre non vogliono grandi attorno al loro cibo). Le povere piccole sono nella scuola delle suore e con tanta paura devono andare a far dar mangiare ai briganti!
A mezzogiorno sono ancora laggiù. Romba il motore! Se ne vanno? Macché, vengono ancora alla missione e filano diritti alla scuola di meccanica. Padre bisogna saldare subito il ponte posteriore, è rotto! Non ho operai, sono tutti in ferie! Se saldo il ponte... tutti quegli affari che girano dentro si stempereranno e quindi si rovinerà tutto! Vi do il consiglio di andare piano, evitare le grandi buche e mettere il carico il più avanti possibile e così arriverete a Muny, a 130 km. dove c’è una  grande officina (vuota più della mia) e colà vi ripareranno il ponte. Bella idea! Li ho convinti e partono! Però trovano una soluzione poco gustosa, lasciano a Nduye un soldato! per diminuire il peso! Avevano caricato su quella povera 104 Peugeot ogni ben della terra, rubati là dove avevano preso anche le... pallottole! Borse di pelle, coperte di lusso ecc...
Sono andati! e speriamo che possano fare almeno 100 km. così anche questi sono fuori tiro. Quel soldato poi ha trovato buono di venirmi a far visita colla sua radio senza pile perché l’ufficiale gliele aveva tolte per la sua! Gli presento quattro vecchie pile.., morte e la radio non funziona e quindi mi lascia in pace.
Per fortuna che il Sacro Cuore in questo tempo mi dà tanta pace interna e mi mette in cuore tante belle giaculatorie con cui trovo la forza di andare avanti. Prima di sera faccio una passeggiata fino dalle povere suore missionarie! Sono ancora sotto la brutta impressione del mattino!
Le assicuro che siamo protetti dalla Madonna e che dobbiamo affidarci completamente alla Bella Volontà del Signore anche se vorrà portarci in Cielo con una fucilata!
Un giovanotto viene da Mambasa e mi racconta come hanno svuotato tutta la bella missione di D. Toneatto. Non rimane più nulla, persino il gruppo elettrico hanno portato per illuminare il bar... bello! Questa è la fine... di tutte le missioni.
Con S. Michele le notizie ed il numero dei morti aumenta sempre più. 300 a B.DO 40 a Kas. perché i poveri merli sono presi da un grande uccellaccio che scarica sulla loro testa e sui loro sgangherati automezzi ferro e fuoco che cadono dal Cielo! E le frasche?! non servono molto contro quell’uccellaccio. I superstiti scappano, si danno alla foresta. Se ripresi sono fulminati!
Al mattino e alla sera la missione è tutta profumata per la fioritura degli aranceti e del caffè. Bella la natura che non si spaventa di nulla! Non la guerra né i cannoni, né gli aerei impediscono agli aranceti di fiorire e profumare l’aria! Gli stessi uccelli, i nettariani al mattino impazziscono di gioia saltellando di fiore in fiore e cantano inebriati dal profumo degli aranceti. Il fiore del caffè e quello dell’arancio hanno lo stesso profumo però gli uccelli non amano il profumo dei fiori del caffè! Perché? Un botanico vi dia la risposta. Ci deve essere un elemento che li separa, pur ingannando l’odorato dell’uomo.
Se non l’ho ancora detto, i miei grandi amici sono i monoliti di granito che da millenni stanno... immobili alla missione di Nduye. Ogni volta che ci incontriamo mi raccontano le loro avventure che nel principio furono spaventose anche per loro! Da gas incendiario sono passati lentamente ad una massa incandescente, poi, alcuni millenni dopo, hanno incominciato a raffreddarsi; esplosioni enormi li hanno sparpagliati ovunque. Lotta per separarsi da altre materie troppo differenti da loro e finalmente si sono immobilizzati in massi enormi, spesso saldate insieme da vene di quarzo. Qualcuno di questi blocchi si è già trasformato in chiesa, altri in scuole e case della missione di Nduye.
Questi sono i miei amici... immobili che lodano Dio proprio nella loro immobilità!
Amano il Signore stando silenziosi sempre allo stesso posto, sempre pronti ad obbedire al loro Signore. Per loro un qualche terremoto è una bella novità!


3 ottobre, S. Teresa del Bambino Gesù e nostra grande Protettrice. Le cantiamo la S. Messa perché si ricordi anche di noi in quest’ora di prova! Durante il giorno arrivano soldati in cerca di... benzina e di... tutto! persino calze!
Si sono portati via 4 fusti di benzina, una batteria, 4 candele, una damigiana vuota ed hanno pagato il tutto con molte... chiacchiere e girando fucili mitragliatori in tutti i sensi per farmi paura, come se io stesso non fossi stato soldato. Hanno lasciato due fusti di benzina, gli ultimi che mi rimangono. Ma ora lo sanno e resteranno ben poco tempo nel magazzino! D’altra parte sono felice che la rubino tutta, così non avrò più noie!
Nel pomeriggio vengono ancora due camion per cercare la benzina e cercare viveri dai poveri indigeni che non hanno più nulla! La regione è svuotata di tutto!
La gente diventa ogni giorno più nuda od a brandelli, molti si vestono già di mulumba cioè scorza d’albero. Dove andranno a finire verso Natale, solo il Signore lo sa. Uno degli autisti con tanto di pelle di gattopardo mi viene a salutare e mi domanda se lo conoscevo. «Forse ti ho visto 20 anni fa!». Proprio così mi risponde: ad Avakubi quando io ero alunno della scuola e spesso andavamo insieme a caccia sul fiume Ituri dove c’erano tante scimmie. Bei tempi! Oggi le cose sono cambiate! è guerra ma non c’è nessuna paura perché abbiamo dei talismani potenti. Le pallottole non ci toccano neppure! Sono stato sotto il fuoco già parecchie volte, anche il velivolo mi ha sparato (aveva la carrozzeria bucata) ed è andato ad uccidere tutti i suoi soldati! Quelli che muoiono non sono mai dei loro, anche quando ne lasciano due o trecento alla volta! E questo è il mio carissimo amico Marcello, battezzato nel 1940, ragazzo della scuola cattolica, unto col Crisma Santo ecc... ma tutto quello che rimane è il vecchio ceppo pagano! e con tanta vitalità da far quasi scomparire l’innesto cristiano! Mi racconta tante altre cose con un grande entusiasmo!
Alla fine gli domando di non dimenticare le belle preghiere che facevamo insieme 20 anni or sono! e se ne va felice, senza però darmi la mano, perché perderebbe quell’immunità ricevuta dallo…stregone contro le pallottole! Dove siamo arrivati! Vergine Santa prendi per mano questi miei ragazzi e trovaci Tu un sentiero per arrivare in Cielo perché il mio è... buio!


4 ottobre - Domenica — Santo Rosario, una predichetta alle sei missionarie per il loro ritiro. La Madonna ci insegna ad amare il S. Rosario perché sia nostro sostegno nel corpo, nell’anima e specialmente cibo per l’aumento della Grazia.
La Madonna ha nutrito il Suo corpo sì, ma di più la Sua intelligenza e di più ancora l’anima Sua coll’aumento continuo della Grazia.
Oggi invece si mette per primo il corpo, si nutre pure anche l’anima, ma solamente l’intelligenza in funzione spesso di avere un buon posto per... star bene!
Ma alla vita della Grazia quasi non si pensa che da molto pochi o pochissimi, quando li compariamo coi 3 miliardi di uomini. Forse il Signore prepara la seconda arca! per purificare il mondo!
Vergine Santa di Fatima, tu che ne sai tanto di questa triste storia dell’umanità, salvaci dal diluvio del fuoco, perché nel primo diluvio gli uomini hanno avuto il tempo di pentirsi se lo volevano mentre si arrampicavano sui monti e sugli alberi; oggi invece se scoppia il fuoco atomico, preparato dalla mano dell’uomo, questi non potrà neppure prepararsi!
A mezzogiorno un grande autocarro che un tempo era bello e furgonato per trasportare... birra, arriva alla missione carico di briganti con tutte le specie di armi, anche da caccia, oltre ai più moderni automatici.
Appena scesi, alla militare, li accolgo bene perché so già il motivo della visita: fare una passeggiata, venire a rubare i due fusti di benzina che rimangono, rubare qualche capra o pollo, se la trovano, puntando la canna del fucile sul naso del proprietario che è già stato derubato di tutto e poi ritornare a Mambasa per prepararsi alla quinta battaglia. Le quattro prime le hanno perdute a «Beni» ed i segni li porta la stessa carrozzeria che mostra certi buchi rosati come un pugno!
Sono pere calde scese dall’uccello che gira tra le nubi!
Insomma ho parlato una mezz’ora con loro, ho regalato due bottiglie di acqua fresca ed il caffè a qualcuno perché erano in troppi, poi sono partiti cogli ultimi 400 litri di benzina. Così ora P. Longo e le suore, siamo fissati per sempre a Nduye, perché tutti gli automezzi sono finiti.
Pensate un po’ e poi figuratevi una malattia e... siamo allo stato di quei massi granitici che sempre lodano il Signore stando... fermi! Ben presto non avremo più farina nemmeno per le particole! E la guerriglia è di quelle lunghe-lunghe!
Ed intanto laggiù nel villaggio hanno legato e maltrattato un povero cristiano che è doppiamente povero perché a causa di donne non frequenta più la chiesa da più di dieci anni. Ho recitato il S. Rosario perché la Madonna gli dia luce nell’anima e verso le ore 14 me lo vedo arrivare accompagnato da due simba (Leoni): «Padre voglio confessarmi perché mi portano a Mambasa per la fucilazione!».
Belle grazie come queste sono un gran conforto per i missionari! La barbarie di questi Simba è uscita dall’inferno comunista.
L’11 ottobre — Domenica — festa della nostra grande Patrona e Signora, la «Mama we Mungu» Mater Dei!
Le Rev. Suore hanno preparato una quindicina di bambine alla Prima S. Comunione e vestite così bene da angioletti, in questi giorni di tanta miseria! Siccome è domenica la chiesa è ben ornata di fiori e di anime!
Vergine Santa Madre di Dio e Madre Nostra siamo nelle tue mani e così siamo sicuri di arrivare dove il Tuo Grande Cuore ci porterà.
La gente del posto incomincia ad accorgersi che è l’anno della grande prova e che la presente guerra è uno dei tanti castighi del Signore per ritornare a Dio, ed un segno lo trovano anche nel grande desiderio degli anziani di ricevere il S. Battesimo.
Gli anziani delle tribù dopo lunghi anni di paganesimo, hanno sentito nel silenzio dei boschi la voce di Dio che li avvertiva del pericolo di una morte senza Battesimo, morte oscura, senza lume di Grazia. Ora fare il viaggio senza il Lume vuol dire perdersi, non arrivare e cadere fra i denti del leopardo!
Ora che tanti erano preparati non è possibile neppure uscire di casa!
Con Santa Teresa la Grande, tante case!... Nella sera tardi, sale alla missione una vettura carica di Simba armati. Perquisizione! cercano la radio trasmittente! Apro la porta, entrano: parlano un’altra lingua e qualcosa capisco: cercano «Onie» e dopo qualche giro di... cervello capisco! «Phonie»: telefono senza fili. Intanto vedono la ghiacciaia ed ubriachi come erano e stanchi, uno domanda birra, l’altro prosciutto come se non fossimo tra le vacche... scarnite! Presento loro acqua fresca e qualche... scheggia di carne secca che rimane da 5 mesi nella ghiacciaia a seccare del tutto!
Avevo ancora due panini e me li stavano mangiando, quando il comandante mi domanda: «Chi ha fatto questo pane; il tuo cuoco!». No! sono le suore! Lasciano cadere il pane sulla tavola!
«Ah! non si può mangiarlo perché sono le donne che l’hanno manipolato! perderemmo la nostra immunità e la guerra!». Felice P. Longo, così domattina avrà ancora un panino!
Come vedete hanno mescolato tutte le credenze pagane, protestanti, cattoliche, musulmane ed anche giudaiche, anche i giudei quando andavano in guerra dovevano astenersi dal contatto colle donne! E le mie povere suore felici, perché almeno il poco pane non ci sarà rubato! Parlano mezz’ora seduti accanto alla tavola.., nuda, e l’ispezione è finita cogli sguardi sui panini (2) che, non si possono mangiare, perché... contaminati dalle mani delle… buone suore! Partono alle 20.30 che a Nduye è già quasi la terza ora della notte, fredda buia e nebbiosa!
Spero che se ne vadano ed invece traversano la strada e salgono sulla collina delle suore. Chissà che paura! e fanno una vera perquisizione non per cercare la radio ma per rubare qualcosa!
Mentre da me l’ispezione è terminata nella ghiacciaia, dalle suore hanno rovistato tutto, anche le loro borsette da viaggio e finalmente hanno rubato l’apparecchio Philips per caricare le batterie!
Venivano dal fronte ed andavano in vacanza, così bisognava far bottino! Tutto è buono per quella brava gente e poi lasciano tutto al primo scontro per ricominciare più tardi a rubare altrove! Dalle suore sono rimasti un’ora e finalmente se ne vanno nella notte buia e già incomincia la pioggia.
Che questa vita fuorilegge sia proprio quella che butti in aria i nervi non c’è nessun dubbio, lo sento io stesso! che alle volte mi blocco i reni, altre volte mi fa sudore o il cuore parte come una vaporiera! Poi si calma fino alla prossima avventura!
Intanto anche S. Teresa è passata senza schioppettate. Ora almeno non sparano più come nel mese passato che ad ogni arrivo o partenza facevano scattare il mitra! Ora hanno un’altra tattica: legano al disgraziato le braccia sulla schiena finché le braccia si congiungono, così mentre legano sopra i gomiti, due soldati aiutano con le scarpe ad avvicinare le braccia finché le slogano dalle spalle portandole indietro; pensatevi che dolori, e poi il poveretto è messo fuori uso. Se fossimo noi bianchi le ossa si spezzerebbero del tutto. E guai se grida! Quando è ben legato come un salame, buttano acqua sulla corda secca! Pensateci! poi qualche botta colle scarpe e col calcio del fucile e poi l’interrogatorio!
Intanto il poveretto mangia o polvere della strada o pantano. E l’interrogatorio!
Spara, grida uno! mentre batte l’altro il poveretto! Ecco come finiscono i ladri, grida un altro alla folla che deve assistere allo spettacolo perché domani sarà il loro turno se non saranno pronti a portare polli capre e viveri in genere! che sono finiti da tempo!
Per questa volta grida il comandante non gli spariamo se la sua moglie ci porta subito 600 fr. (franchi congolesi). «Grazie!» risponde il poveretto al quale la moglie avrà un gran d’affare a rimettergli le braccia al loro posto! «Come siete buoni voi Simba, mio marito sarebbe già morto in pezzi, mentre voi me lo restituite vivo, così impara anche lui cosa vuol dire prenderle; come me le dava anche a me! però non è un uomo cattivo, mi voleva anche bene!».
«Corri a prendere i soldi perché se non ci sono vi spariamo a tutti e due». Povera donna! entra nella capanna e porta a quei briganti i seicento franchi frutto di tanti risparmi e fatiche! Quando i Simba sono partiti io raccolgo nel mio VW l’uomo e la donna e li trasporto fino a 5 km.! Lungo il percorso la donna si congratula col marito della morte scampata. Saresti marcito davanti alla mia porta, perché nessuno mi avrebbe aiutato a farti la fossa, perché saresti morto come un maledetto! Quante volte ti ho detto di andarcene da questi luoghi e ritornare nella nostra tribù, dove si sarebbero contati i giorni uno dopo l’altro, tranquilli e senza vedere tanti fucili! ma tu non ascolti mai nessuno; ora ti dovrò anche dare il mangiare in bocca come un bimbo e chissà per quanto tempo! Guarda le tue spalle come si gonfiano! Ti metterò acqua calda! e forse passerà. Ma zappare sarà ancora mio e chissà per quante lune! Oh padre di mio nonno in che tempi siamo nella vita! Neppure gli elefanti hanno conosciuto lune simili!


Ecco sorge il 17 Ottobre, cieco dalla pioggia torrenziale di tutta la notte; è sabato ed incomincio la S. Confessione delle alunne delle suore e poi degli alunni che sono quasi 300.
Verso le ore 10 arrivano i gagliardi! Due camioncini rubati alle missioni! Ceffi da oltretomba! Mitra arrugginiti in mano (poi si meravigliano come nel momento della…guerra le armi si inceppano). Danno ordini: «Pneumatici 700x17». Intanto i poveri giovanotti della scuola artigiana non sanno che posa prendere! un vecchio camioncino ha 4 pneumatici di quella dimensione ma vecchi e rotti all’interno. «Eccoli», dico io! servitevi! Ce n’era uno nuovo sul ponte di dietro! «Quello», punta col fucile il comandante, «e col cerchione!». Portano via la più bella ruota, ma il pneumatico era nuovo al di fuori ma tutto sfilato all’interno! Quello!
Poi riparano gli altri e poi rubano chiavi e cacciaviti e poi domandano acqua.
Io li lascio e ritorno in chiesa a confessare! Intanto i miei giovanotti montano il pneumatico colla valvola a... rovescio. I Simba partono per spannare l’altro camioncino e quando vogliono montare la .. .mia ruota trovano che la valvola va contro il tamburo del freno! basterebbe per prendersi una... schioppettata. Intanto osservano il mio vecchio autobus Volkswagen: Cammina? «Sì ma è vecchio e senza luci! Quando la batteria si scarica si ferma senza guardare al posto! (cioè anche là dove si dovrebbe fuggire!). Poi non c’è più benzina!» — «L’abbiamo noi. Dammi la chiave del contatto e la batteria». Un Simba è al volante ed i ragazzi spingono perché neppure il motorino funziona e la batteria è quasi scarica! Dobbiamo far presto perché dobbiamo andare alla... guerra! Spingono e spingono fino alla grande discesa della missione! E in giù ci va, ma il motore rifiuta. Sulla bassa strada spingono avanti ed indietro finché il motore s’accende! montano tutti! una decina. Povero autobus! Il grande autista arriva ad... infilare la terza velocità e la presa diretta e così ad ogni momento soffoca il motore. Dopo una mezz’ora di prove hanno finalmente scoperto che quell’automezzo non serviva per andare in ... guerra e l’hanno abbandonato... soffocato a metà collina della missione!
I miei meccanici felici dell’ignoranza altrui (che credono sapere tutto) hanno spinto l’automezzo fino alla scuola di meccanica, e ridevano sotto il naso perché nessuno insegnò al Simba dove si trovavano le piccole velocità!
E già la terza volta che questo VW rifiuta di andare in prima linea.
Durante tutte queste belle manovre io sto confessando! ed un gruppo di Simba sta rubando tutte le radio del paesetto di Nduye; non hanno preso le mie due Telefunken. Vanno alla guerra rubando! Finalmente verso mezzogiorno se ne vanno con una capra che urla disperata tra quei... guerrieri. Sabato avventuroso, ma non è ancora finito, però c’è speranza di pace perché verso le 13 incomincia il temporale. Pioggia e quando c’è acqua in abbondanza alla missione le auto non possono salire; solamente a piedi ce la fanno ed anche con fatica, perché la terra diventa come il sapone!
Verso sera prima del S. Rosario e benedizione Eucaristica ecco ancora un grosso camion Mercedes che si ferma in basso! Smontano tre individui ed uno lo vedo arrivare con il fucile mitragliatore. Novità! Arrivano sudati ed impantanati! Il mitra non serve a nulla contro il fango, né contro la fatica della salita! Uno porta un disco di frizione ed il Plateau di una vettura Mercedes, ed il tutto è bruciato. Hanno fatto 120 km. perché io riparassi quell’arnese fuori uso perché era della vettura del capitano che deve partire domattina per la guerra! Senza toccare niente mi sono messo... dolcemente a spiegar loro: anche il più gran tecnico del mondo non poteva far nulla per quei pezzi e che bisognava andare in tale città per cercarne di nuovi! un quarto d’ora di pazienza... meccanica!! ma non capiscono nulla, perché la vettura deve correre domattina altrimenti ci andiamo noi di mezzo! Intanto il sergente col mitra prova ad aprire.., l’interruttore, ma è incagliato! «Vedi che brutti scherzi è capace di fare, tu non sei capace di liberarlo! Eh! caro amico! io sono nato quando i fucili si caricavano con un... bastone per davanti e quelli non si inceppavano mai! Mettici olio stanotte e vedrai che domattina si sveglierà.., girando bene. Non bisogna mai toccare un’arma di questa gente perché se poi si inceppasse la colpa sarebbe mia. Era un bel fucile mitragliatore francese, ma mezzo arrugginito! e che da quando è uscito (di Francia) non ha mai visto grasso!
Se ne vanno e faccio battere il Tam-Tam e suonare le campane per il S. Rosario di Ottobre.
Nonostante tutte le noie non abbiamo mai perduto un solo giorno del S. Rosario ed un discreto numero di bambini e grandi vengono ad onorare la Madonna colla Sua bella preghiera. Le sei suore missionarie, quando suonano le campane si muovono e come un gruppo di angeli bianchi scendono la loro collina e poi salgono la collina della parrocchia. Ora che sono solo quella strada la devono fare due volte al giorno: al mattino per la S. Messa ed alla sera per il S. Rosario e benedizione Eucaristica! Quella fatica la fanno per amore del Signore e della Madonna, Madre di Dio e nostra! e per ottenere la conversione di molti infedeli! Dei Rosari ne diciamo più al giorno perché questa furiosa pazzia termini un bel giorno. La povera gente diventa sempre più nuda di giorno in giorno!

 

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