|
Seminario minore 
Fianarantsoa
è una delle città del Madagascar che ha più elevate prospettive
sviluppo.
In questa città i
Missionari dehoniani hanno costruito il seminario minore. Perché
questa costruzione, quando in Europa si pensa alle vocazioni
giovanili e adulte? Si tratta di una sfida dal punto di vista
educativo e da quello economico.
Formare alla vita
consacrata e alla vita sacerdotale non è facile in Italia. Vi sono
difficoltà più rilevanti in una terra in cui mancano le tradizioni
che noi abbiamo assorbito per secoli. Come riuscire a tra smettere
il valore della castità in una società in cui prima della venuta del
cristianesimo non esistevano modelli?
Quali strumenti di
mediazione bisogna utilizzare per proporre una vita comunitaria che
abbia la sua autonomia rispetto al clan familiare o tribale? Come
fare comprendere il valore sacrificale del!’ obbedienza, senza
scambiarla per debolezza per mancanza di personalità? Si sente
quindi la necessità di una graduale educazione alla vocazione
religiosa e sacerdotale. 
A questo si
aggiunge i! problema dell’istruzione e dello sviluppo culturale.
Solo una minoranza di bambini e ragazzi gode di una famiglia in
grado di assicurare un adeguato sviluppo educativo, intellettuale e
culturale.
Non è possibile che
Dio chiami come apostoli del Madagascar solo i figli dei pochi
benestanti? Senza volere considerare inoltre quanti di loro hanno
una fede e sono disposti a gettarsi con tutto il cuore nel
l’avventura della sequela di Gesù e dell’annuncio del Vangelo?
Per ovviare a
queste e ad altre difficoltà è stato costruito il seminario minore.
Accoglie i ragazzi del secondo ciclo scolastico che hanno il
desiderio di verificare una vocazione consacrata e di fare
esperienza intensa di vita cristiana, studio e vita comunitaria.
Dopo alcuni anni di
attività, i Padri della Comunità hanno notato che la scuola statale
non offriva sufficienti garanzie culturali. Molti seminaristi che
provenivano dai villaggi, non erano seguiti per una crescita
culturale graduale, ma venivano, di fatto, discriminati o
trascurati, per cui molti giovani ben dotati intellettualmente,
dovevano abbandonare gli studi, solo perché privi delle basi. I
Padri dehoniani hanno deciso di rischiare in persone e in soldi.
Hanno costituito un centro studi riconosciuto dallo stato, aperto
agli alunni dei vari Istituti religiosi della città e in cui
insegnano sacerdoti, suore e laici disposti a seguire un metodo
scolastico adeguato agli alunni.
Questa scelta ha
comportato un onere finanziario non indifferente. Le strutture
devono essere ingrandite e ristrutturate per il nuovo utilizzo.
Bisogna pagare gli stipendi dei professori. Vanno acquistate le
attrezzature scolastiche.
E stata fatta una
scommessa che solo il futuro dirà se è stata positiva o negativa.
Intanto la preparazione scolastica e la formazione sembra che
evidenzi dei miglioramenti.
A Fianarantsoa
rivedo padre Gabriel. Ricordiamo la sua Professione perpetua
e gli faccio vedere sul piccolo monitor della telecamera le riprese
che ho fatto a sua madre e alla sua famiglia. E una piccola sor
presa che ho voluto offrirgli, perché so che la mamma sta molto
male. In italiano mi dice: - Mario, mi hai commosso! Egli non può
immaginare la mia emozione e la mia gioia, nel costa tare l’impegno
che mette per i suoi fratelli malgasci. I veri apostoli del
Madagascar non siamo noi europei, ma saranno i giovani che oggi si
formano nei seminari e nelle organizzazioni della Chiesa.
Intanto vedo
ragazzi pieni di entusiasmo, desiderosi di arricchire il proprio
bagaglio culturale. A sera, dopo la cena, le attività ricreative
vengono convogliate nella musica, nel canto, nella recitazione. Mi
chiedo quanti di questi ragazzi si consacreranno a Dio nella vita
religiosa e sacerdotale. Certamente tutti si stanno preparando per
metter si al servizio dello sviluppo del popolo malgascio.
Torna alla cartina del Madagascar....
|