Nostra Signora di Fatima

 

Chi passa per Antananarivo, senza fare una visita alla parrocchia di N. D. de Fatima, vuole dire che rinuncia ad una esperienza interessante. Padre Nicola  guida la comunità cristiana con grande zelo e capacità pastorale. Per delicatezza non gli domando se gli manca la missione nella foresta. . Essa abbraccia circa 70.000 abitanti, dei quali il 20% sono cattolici. Gli edifici che il suo predecessore padre Umberto aveva ben curato o costruito, sono stati abbelliti e resi più funzionali. Vi sono state nuove costruzioni per quanto riguarda le sale parrocchiali e le aule scolastiche. Metodico e instancabile, si interessa dei molteplici problemi materiali, tenendo sempre presente la persona.

Sul fondo del presbiterio viene espresso in modo plastico dal grande quadro del mio compagno di studi padre Franco Galanti. Si vede il Cristo che passa dal sonno della morte alla gloria della risurrezione. Come nel quadro il Cristo da prostrato e scuro si innalza risplendente di luce, così col mio servizio di Missionario desidero fare trasfigurare uomo peccatore o sconfitto dalle lotte della vita, facendolo avvolgere dallo splendore del Cuore di Gesù.

 La parrocchia è stata censita e viene monitorata continuamente. I cristiani sono stati suddivisi in gruppi composti da circa venti famiglie l’uno. Si riuniscono per la preghiera e per la catechesi.

Ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero sull’andamento della comunità cristiana, sui problemi, sulle difficoltà personali o collettive. Tutti possono proporre iniziative e progetti.

Il gruppo dei catechisti è ben formato e impegnato. La liturgia è preparata in modo esemplare, e viene allietata dai giovani della schola cantorum. La frequenza alle preghiere, all’adorazione e alla celebrazione eucaristica quotidiana è buona. Questo spiega perché le professioni perpetue, e le ordinazioni diaconali e presbiterali dei dehoniani nella Capitale si celebrano a N.D. di Fatima.

La parrocchia ha già 1250 bambini che frequentano le sue scuole, ma egli spera di potere offrire a tanti altri la possibilità dello studio.

Il suo cuore pensa ai tanti bambini che non possono andare a scuola per la povertà. Alle baracche che si estendo no sotto la chiesa parrocchia le, a chi ha fame, a chi ha bisogno di medicine o di conforto. Come il Cristo nella solitudine, egli prega per acquistare la fiducia che questo mondo può diventare più giusto e solidale.