MORAMANGA (MADAGASCAR)

 

PERES DEHONIENS

MAISON St. JEAN

ANALALAVA – AMBOHIBARY

B .P. 42 – E-mail : nicola.giampietro@gmail.com

514 – MORAMANGA    

 

 

 

 

 

 

 

  24. 09. 11

 

 

Carissimi.

 

A tutti voi un caro saluto.

Il 15 settembre sono rientrato in Italia e dal 21 mi trovo nella nostra comunità di Milano per I soliti controlli sanitari all’ospedale S. Raffaele. Ne ho fatto già tre; il 26 e il 28 ne farò altri due; spero tutto bene.

 

La Comunità.

In testa alla lettera vedete l’indirizzo della nuova missione: “Maison Saint Jean” inaugurata il 1° luglio, festa del S. Cuore. Con me ci sono anche due sacerdoti dehoniani dell’Indonesia: Padre Bono, anni 56 e Padre Laurent anni 49; il sottoscritto ne ha 68 e con 12 operazioni subite; spero che non ve ne siano delle altre.

Non è una media giovanile, ma spero che suppliscano la saggezza degli anni, l’esperienza di lunghi anni di apostolato e la voglia di continuare ad essere al servizio dell’annuncio della Parola di Dio.

Padre Bono e Padre Laurent hanno qualche anno di esperienza missionaria nelle Filippine. Sono arrivati qui in Madagascar nel gennaio scorso e sono ancora impegnati a studiare la lingua malgascia e francese. Tra noi comunichiamo in una lingua meticcia, fatta di malgascio, di francese e di inglese, spesso mescolando tutte tre le lingue, mezzo o parecchio storpiandole.

Noi  Dehoniani siamo arrivati nella diocesi di Moramanga perché espressamente invitati dal Vescovo, Mons. Gaetano Di Pierro, lui stesso Dehoniano. Il 3 luglio ci ha presentati ai cristiani in cattedrale e l’11 luglio la comunità si è installata nella nuova missione.

 

Strutture.

Le strutture della nuova missione comprendono: la residenza per la comunità, la chiesa ed una sala per incontri. Il grande costruttore e finanziatore è stato Padre Potenza.

La residenza per la comunità è ancora tutta da arredare, lo faremo un po’ alla volta. Ai miei confratelli indonesiani che a volte chiedono  quando l’acquisto di questo o quel mobile,  rispondo invariabilmente: slowly , step by step.

La chiesa, ha il tetto di lamiere, senza soffitto (provate ad immaginare il caldo e il freddo che procurano le lamiere e il rumore della pioggia); i paramenti liturgici e gli oggetti sacri sono stati chiesti in elemosina alla parrocchia dove ho lavorato 13 anni, alle suore del vicino ospedale, ad un organismo del Vaticano e  al Vescovo, che ci ha dato la sua valigia da campo.  Il resto, lo procureremo un po’ alla volta. Presso le comunità dehoniane in Italia busserò per avere un ostensorio, delle ampolline e un piccolo organo.  Penso invece di ordinare a delle suore qui in Madagascar la confezione delle pianete per la domenica e feste e ad un artigiano del legno di  Ambositra il tabernacolo; è un modo per aiutare la popolazione in loco; grazie se qualcuno vorrà offrire la somma necessaria per il loro acquisto.

Anche la sala ha il tetto di lamiere, senza soffitto e per di più, è bassa. Non ci sono né tavoli, né sedie. Ho provato a stendere dei progetti che  presenterò alla “C.E.I.” , a “Propaganda Fide” e a Kindermissionswerk,  un organismo in Germania, speriamo!

 La residenza, la chiesa e la sala sono immersi in un bosco di eucalyptus; la casa più vicina è a 500 metri.

Ci manca un garage; sarà necessario asfaltare il cortile, perché la zona è molto piovosa, raggiungendo gli 80-85 gradi di umidità e avremmo bisogno di creare alcune strutture sportive-ricreative che affianchino il centro sociale.

 

 

 Finalità.

La zona è lontana 5 Km. dalla cittadina Moramanga e 1 Km. dal villaggio più vicino: Analalava-Ambohibary.

In questa zona, aperta ad un possibile sviluppo, il progetto diocesano prevede la creazione di una nuova parrocchia; Moramanga ne ha tre e la nostra sarebbe la quarta.

Oltre il lavoro pastorale in zona, il Vescovo ci ha affidato l’animazione sociale, ci ha inseriti nella commissione “Giustizia e Pace” ed è suo desiderio che in zona, seconda la nostra spiritualità dehoniana, creiamo un centro sociale.

 

La Parrocchia.

La nuova parrocchia sarà giuridicamente istituita il 27 dicembre, festa di S. Giovanni Evangelista ed a lui dedicata. Intanto abbiamo iniziato un lavoro pastorale di preparazione. La zona dista dalla parrocchia, alla quale ancora appartiene, circa 4 Km. Perciò non erano molti i cattolici praticanti ogni domenica. Lo stesso parroco a cui chiesi  di farmi conoscere delle persone che potessero aiutarci negli inizi, non seppe darci nessuna indicazione. Invece, alla  messa celebrata la domenica seguente al nostro arrivo, ci siamo trovati circondati da un centinaio di fedeli, di cui 50 ricevettero la comunione,  diversi presero spontaneamente parte attiva alla liturgia: lettori, guida, raccolta delle offerte, ci fu la sorpresa di un violinista  per accompagnare il canto e non mancò il discorso di benvenuto offertoci da uno degli anziani.

Con queste premesse non è stato difficile iniziare il lavoro pastorale. La zona comprende tre diversi villaggi, che abbiamo denominato quartieri; in ognuno di essi abbiamo  individuato delle persone che potessero fare il censimento dei cattolici e abbiamo dato loro delle schede dove trascrivere I membri di ogni famiglia, le loro date di nascita e I sacramenti ricevuti.  Queste schede ci hanno permesso di avere una prima conoscenza dello stato spirituale della zona: intanto vi sarebbero 40 famiglie cattoliche, di cui 20 hanno celebrato il sacramento del matrimonio, e un totale di 220 cattolici, di cui 161 battezzati, 116 hanno ricevuto la prima comunione e 63 la cresima. Con queste prime conoscenze, abbiamo  iniziato la visita delle famiglie. Abbiamo formato il gruppo degli educatori catechisti, che hanno seguito per 5 pomeriggi un breve corso  di formazione iniziale; saranno loro stessi che andranno casa per casa per individuare e invitare al catechismo coloro che dovrebbero ricevere I rispettivi sacramenti: adulti, giovani e bambini. È stato stabilito un piccolo  calendario liturgico  e infine è stato eletto da loro  un piccolo consiglio pastorale con presidente, vice, segretario e tesoriere. La macchina si è messo in moto. Al mio ritorno vedrò come ha funzionato.

 

Il Centro Sociale.

Moramanga è  una cittadina di circa 50.000 abitanti. Essa è posta lungo le strade e le linee ferroviarie che collegano Tananarive a Tamatave, primo porto del Madagascar, e alla regione del “Lac Alaotra”, il granaio del Madagascar.

Inoltre intorno a Moramanga,  sono state scoperte miniere di nickel e uranio, che malauguratamente  sono state “svendute” a multinazionali straniere: canadese, coreana e cinese. Fin dall’inizio dello sfruttamento delle miniere un grande numero di operai provenienti da altre regioni del Madagascar si sono riversati a Moramanga, creando una serie di problemi sociali dovuti all’inserimento nel nuovo habitat, a mancanza di alloggi, a situazioni carenti di igiene, al non rispetto dell’ambiente; non mancano quelli dovuti al poco rispetto dei diritti dell’uomo e soprattutto dei diritti all’assistenza sociale degli operai.

In un primo tempo si era parlato anche di arrivo di migliaia operai dalla Cina e dalle Filippine. Solo in parte questo si è realizzato. Agli operai stranieri arrivati è stata data una zona particolare dove alloggiare, chiusa ai Malgasci, e affidato loro un dato lavoro, finito il quale, sono stati rispediti in patria. Sono rimasti gli operai malgasci,  sparsi nella cittadina e nei dintorni, alloggiati alla meno peggio,

La zona delle miniere è chiusa ai non addetti ai lavori; le visite sono teleguidate ed è proibito fare foto. Da questo potete capire che la situazione non è rosea.

Il centro sociale vorrebbe essere un luogo d’incontro per tutti gli operai e soprattutto per quelli delle vicine miniere, dove essi  possano incontrarsi, dialogare, condividere e avere momenti di formazione umana e cristiana. Siamo già in contatto con un sacerdote gesuita, che è animatore sociale nelle diverse fabbriche di Tananarive.

Fin’ora abbiamo chiesto, noi sacerdoti, di visitare le miniere e di avere un’incontro con I responsabili delle miniere, ma ci è stato gentilmente risposto di seguire la procedura in atto: fare una domanda scritta e avremo la risposta. Poiché si avvicinava la data del mio rientro in Italia, abbiamo preferito rinviare tutto al mio ritorno.

 

Ecco gli inizi della nuova missione. L’abbiamo affidata al S. Cuore, alla Vergine, a San Giovanni Evangelista, patrono della cappella, a Padre Dehon e al Beato Giovanni della Croce Mendez, il primo beato dehoniano, martirizzato durante I moti spagnoli verso gli anni trenta.

 

Ci affidiamo anche alla vostra preghiera e alla vostra generosità.

 

 

Ancora un caro saluto.                                                                                               Padre Nicola

 

Parrocchia « Saint Jean »

B.P. 42 – ANALALAVA

514    MORAMANGA                                                                                                        22. 01. 12

 

 

Carissimi.

 

Domenica scorsa, 22 gennaio, la nostra chiesa è stata eretta giuridicamente in parrocchia, la quarta della cittadina Moramanga.  La liturgia è stata una vera catechesi sulla funzione della parrocchia, del servizio del Parroco e dei suoi compiti davanti a Dio e al Popolo di Dio.

Durante il mio soggiorno in Italia l’anno scorso avevo avuto l’occasione di partecipare ad un insediamento di un nuovo parroco in una delle cittadine del Trentino; avevo notato la ricchezza della liturgia e l’ho presentata al nostro Vescovo, che ha accettato di seguirla anche in questa occasione.

Diversi fedeli delle altre parrocchie hanno partecipato e tutte le comunità religiose hanno inviato I loro rappresentanti; eravamo 15 preti a far corona al Vescovo. La chiesetta non ha potuto contenere tutti I partecipanti; un centinaio di persone hanno partecipato dall’esterno, sotto un lungo e forte scroscio  di pioggia; segno della benedizione di Dio, dicono I Malgasci.

Ora inizia un lavoro più profondo per costruire la comunità vivente. Abbiamo affidato il nostro lavoro apostolico al Cuore di Gesù e all’intercessione del Cuore Immacolato di Maria,  di S. Giovanni Evangelista, il patrono della Parrocchia e di Padre Dehon. Sono soltanto 3 i villaggi che appartengono al territorio parrocchiale. Il piano cittadino prevede uno sviluppo della zona; vedremo.

Con l’erezione della Parrocchia daremo inizio anche all’attività del Centro Sociale, luogo d’incontro per gli operai della cittadina Moramanga. Avevamo chiesto un contributo finanziario agli organismi internazionali per completare la struttura esistente,  ma due su tre hanno risposto negativamente e un altro considererà la nostra richiesta nel mese di maggio. Vogliamo sperare che se si chiude una porta, il Signore permetta che si apra almeno una finestra. Intanto ho dovuto far costruire almeno una ventina di tavoli e delle panche; sembra che I nostri amici del Trentino ci vogliano offrire un contributo: ecco la finestra che si è aperta.

Al “Centro Sociale” e alla chiesa manca ancora il soffitto e per I nostri ragazzi che studiano catechismo mancano delle salette; ricordate le foto che ho inserito nella lettera natalizia. Non perdiamo la nostra speranza e ravviviamo la fiducia nella Provvidenza.

Altre notizie.

Abbiamo avuto la visita del Superiore Generale e il Consigliere Generale per la zona Africa. I temi più dibattuti: la formazione dei candidati alla vita religiosa e al sacerdozio e l’autonomia finanziaria della Regione Madagascar. Sono I problemi un po’ di tutti gli istituti e le soluzioni non sono facili.

Vita di comunità.

La nostra comunità è di nuovo cambiata: Padre Charly, un sacerdote malgascio, Padre Bono, un sacerdote indonesiano, che in questi giorni sta celebrando I suoi 25 anni di sacerdozio in Indonesia, Fratel François, religioso malgascio ed il sottoscritto. Alla domenica uno di noi celebra anche la S. Messa al vicino ospedale, gestito da una congregazione religiosa, dove sono curati I malati di lebbra, di tubercolosi e I “malati terminali” e un altro aiuta il Parroco della Cattedrale.

Auguro a noi e a tutti voi una buona celebrazione alla Quaresima.

 Un caro saluto. Padre Nicola

 

 

 

Paroisse  « Saint  Jean » Analalava – Ambohibary

B .P. 42      514 – Moramanga (Madagascar)

Tel. 033 09 31 339 – 034 81 02 025

E-mail : nicola.giampietro@gmail.com

 

“E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;  lui è la vita, la verità, la luce; quanti l’accolgono hanno il potere di diventare figli di dio” (Giov: 1,12 e 14)

“Lui è l’amore fattosi carne, maestro di sapienza;  ha posto la sua dimora in mezzo a noi; da’ un senso alla nostra vita ed e’ forza nelle sofferenze e contraddizioni della nostra vita”         ( Papa Francesco)

Buon natale;  un nuovo anno felice pieno di gioia, di pace e di comunione con Dio e con gli uomini!!

 

Carissimi: parenti, amici e quanti sono vicini alla mia vita di missione qui in Madagascar.

 

Dopo gli auguri chiedo scusa a tutti voi: i miei auguri vi giungono in ritardo; ma la preghiera per tutti voi l’ho rivolta a Gesù Bambino la notte di Natale; per tutti voi, le vostre famiglie e i vostri desideri ho offerto la santa messa di mezzanotte. Ripeto: che la vostra, nostra vita e il nostro cuore siano capaci di accogliere Gesù: luce, via, verità e vita e così poter vivere un nuovo anno pieno di serenità, forza, pace e gioia con Dio e con gli uomini.

Il ritardo è stato causato dagli impegni che avevo assunto già prima della mia partenza per l’Italia e dalla preparazione alla celebrazione del Santo natale.

Partito da Frascati alle ore 5 del mattino del giorno 9 dicembre sono arrivato a casa qui a Tananarive alle ore  2.30 notturne del giorno 10 dicemmbre. Sono sceso subito a Moramanga e i giorni 11: riunione con i rappresentanti della società civile; il 12 con i maestri/e delle scuole cattoliche di Moramanga e i consigli pastorali delle 4 parocchie e il giorno 13 con le religiose di tutta la diocesi.

Poi tutta la settimana di preparazione al Natale e confessioni nelle parrocchie e distretti missionari della diocesi, alcuni lontani anche 90 Km.

Il giorno 20 dicembre di nuovo a Tananarive, 120 Km., per partecipare all’ordinazione sacerdotale di un nostro religioso, nativo della parrocchia “ Nostra Signora di Fatima”  ragazzo, giovane e poi seminarista durante il mio servizio in quella parrocchia, 13 anni.

Qui da noi a St. Jean Analalava – Moramanga,  abbiamo dedicato il giorno 21 ad una giornata di ritiro e cofessioni agli adulti: uomini e donne ( una sessantina); il 22 ai giovani e adolescenti e  il 23 ai ragazzi. La gente è stata numerosa; in particolare è stata una bella testimonianza quella data dai cristiani di un villaggio lontano circa tre Km.: donne anziane e meno anziane, uomini, giovani  e ragazzi venuti per partecipare alla celebrazione delle confessioni.

Oggi Sacra Famiglia: i coniugi, uniti dal Sacramento del matrimonio, hanno rinnovato la loro alleanza matrimoniale ed è stata loro donata una candela da conservare nell’angolo sacro della casa: Nord-Est, lato da dove sorge il sole, e da accendere durante la preghiera famigliare vespertina.

Domani 29  trascorreremo la giornata nella foresta primitiva non lontano da noi.

Il 4 gennaio le mamme di famiglia e i ragazzi celebreranno l’albero di Natale.

L’11 avremo la celebrazione di 20 battesimi, molti per la nostra piccola parrocchia appena nata.

Dal 12 al 18 gennaio avremo la visita pastorale del Vescovo. La nostra parrocchia è divisa in 4 quartieri e ogni sera il Vescovo incontrerà i cristiani di un quartiere: preghiera, catechesi biblica, sguardo sul cammino di “comunità di Base” della nostra parrocchia e cena insieme. Il 18: solenne celebrazione della festa della comunità parrochiale che ricorda l’erezione della parrocchia: 22 gennaio 2012: Santa Messa solenne, pranzo tutti insieme e giochi il pomeriggio.

 “Dulcis in fundo” (proverbio latino che vuol dire: come se non bastasse, ecco ancora un altro accidente): la

nostra comunità da tre si è ridotta a due: il fratello che era con noi, ha avuto bisogno di prendere un po’ d’aria e fare una verifica della sua vocazione; perciò i vari incarichi sudivisi prima per tre, ora sono divisi per due.

Boh; forse vi ho stancati con questa filastrocca; l’ho fatto per rendervi più partecipi anche del nostro cammino di parrocchia e comunità religiosa e giustificare le mie scuse.

Permettete un’altra testimonianza per voi che partecipate alla vita della parrocchia guardando l’orologio(??). Oggi la nostra messa è cominciata alle ore 8,00; terminata alle ore 10,00. Io ho riunito i genitori dei bambini che riceveranno il sacramento del battesimo l’11 gennaio; mentre il consiglio pastorale: una decina di persone, si sono riiunite per organizzare la visita pastorale del Vescovo e il programma di queste festività restanti; la loro riunione è terminata alle ore 12.00 in serenità e allegria; che ne dite?..... “Hanno tempo da perdere” dite voi!!!! No ! Hanno la coscienza di essere Chiesa e responsabili del cammino della loro Chiesa. Un proverbio malgascio dice: “Am-bava homana ary ao am-po mieritreritra” = mangia e rifletti nel tuo cuore;  ascolta, manda giù e rifletti!!!

Vi auguro ancora tanti frutti di un Santo Natale celebrato cristianamente e un anno pieno di serenità, gioia e pace.

Un abbraccio ed un grazie di cuore a quanti mi seguono, hanno dato un loro contributo e non mi dimenticheranno nel prossimo futuro. (Chi non l’avesse fatto, puo sempre farlo; meglio tardi, che mai).

Con affetto e stima.                                                                          Padre Nicola Madagascar

 

 

Paroisse « Saint  Jean »

Analalava – Ambohibary

mXKVBGInq_2UfanKWI4gFrAB.P. 42     

514 – Moramanga (Madagascar)

Tel. 033 19 104 59

E-mail : nicola.giampietro@gmail.com

Cell. 331 95 47 651

 

 

Carissimi.

Auguri di un Santo Natale e un anno nuovo sereno.  Che  Gesù Bambino irrompa nel vostro cuore con la sua grazie e  i suoi doni: pace e gioia.

 

Sono pieno di gratitudine verso quanti mi accompagnano nella mia missione in Madagascar. Ho trascorso due mesi sereni in Italia:  19 settembre – 13 novembre. Tra una seduta e l’altra per sistemare i miei denti ormai sostituiti interamente con due protasi, ho potuto rendere visita alle comunità dehoniane, ai miei parenti e ai diversi amici che mi seguono e mi sostengono nel mio lavoro missionario. Grazie di cuore e vi assicuro il ricordo costante nella mia preghiera e in quella della Comunità Parrocchiale. Intorno al giorno 16 di ogni mese celebro una santa messa per tutti voi e per i vostri cari defunti.

 

La nostra Comunità Parrocchiale è stata visitata dal dolore: la morte del presidente della comunità, la defezione di due aspiranti alla vita religiosa e il ritiro di alcuni giovani insegnanti di catechismo. E’ una comunità prevalentemente di contadini e di minatori; poco tempo disponibile da offrire per i  diversi servizi parrocchiali e sociali. In compenso sono arrivati 8 seminaristi dal seminario filosofico di Moramanga a darci una mano per il catechismo e le diverse associazioni.

 

Anche il Centro Sociale  “Padre Dehon” continua nel suo servizio con la gioia degli iscritti, siano essi cattolici o di diverse religioni. Sono aumentai gli iscritti alle sessioni di taglio e cucito, di agricoltura,di allevamento e dei  ragazzi del doposcuola. La struttura del Centro Sociale non è ancora terminata e dopo Pasqua speriamo di poter continuare. Anche la chiesa ha bisogno di ristrutturazione; se non m’illudo anche i cristiani sono aumentati, ma molti sono famiglie di minatori venute da altre regioni del Madagascar presenti finchè dura il lavoro nelle miniere.

 

La vita dei minatori non è cambiata. Alle società multinazionali interessa poco la festa e la vita della famiglia. Molte volte il papà o la mamma lavora di domenica e nel giorno di riposo, giorno feriale, i ragazzi sono a scuola. In tutto il Madagascar vi sono problemi; queste società, soprattutto quelle cinesi che hanno invaso l’Africa e il Madgascar, comprano l’assenso delle autorità per espropriare quelle terre ricche di minerali mandando anche in prigione quanti si oppongono alla perdita delle loro terre.

 

Anche il nostro Istituto ha avuto la gioia di 3 nuovi sacerdoti malgasci. Il seme gettato nel 1974, anno della mia venuta in Madagascar e solo il primo anno, sta dando i suoi frutti. Gloria e grazie al Signore che benedice il nostro impegno missionario. Siamo ancora 8 i missionari stranieri: 4 italiani, 4 portoghesi, 16 sacerdoti malgasci e circa una ventina di giovani in filosofia e teologia in cammino verso il Sacerdozio.

 

Grazie anche a voi, soprattutto chi si ricorda di noi e ci sostiene con il suo contributo. Cosa possiamo chiedere a famiglie che devono vivere con uno o due euro al giorno?

 

Rinnovo il mio augurio e ancora grazie di cuore.

 

                                                                                                Padre Nicola

                                                            47 anni di sacerdozio e 43 di vita missionaria

 

Sono felice!!!!! Voglio comunicarvi la mia gioia e rendete grazie a Dio con me !!!!!!

 

 

 

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