GLI UCCELLI: aerei creati dal Padre che è nei cieli*

Perchè ci sono gli uccelli? Il Signore ha voluto mettere la vita anche nei cieli, infatti nella Creazione del mondo, narrata nei primi capitoli delle Sacre Scritture, Dio, al quinto giorno disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo". Se il Signore non ci avrebbe donato gli uccelli, l'uomo avrebbe inventato gli aerei? Senza di Lui e dei suoi doni  che la natura ci offre, l'uomo non avrebbe costruito nulla. Come sarebbe stata la nostra vita senza il cinguettio degli uccelli? Lui ci ha donato la vita e per farci vivere bene ci ha donato tutto, abbiamo tutto ovunque ci giriamo, ma non lo vediamo, vogliamo sempre di più ma non si sa cosa. Ma come fanno queste splendide creature del Signore a volare? Il Signore è perfetto e a perfezione non lo batte nessuno, adesso vedremo come e perchè.

Oltre agli uccelli il Signore ha dato la possibilità di volare anche a degli insetti e alcuni mammiferi, ma i più grandi e potenti volatori sono gli uccelli. Ad esempio il falco pellegrino è l'uccello più veloce del mondo, tanto che riesce a raggiungere in picchiata i 370 km/h, mentre l'albatross è un uccello marino che ha un'apertura alare di 3,5 m e pesa 24 kg, è molto efficiente in aria, perchè sfrutta le correnti aeree ed è in grado di percorrere grandi distanze con poco sforzo. Ma ci sono anche tante altre specie a cui Dio ha dato particolari caratteristiche e capacità, come il colibrì, l'uccello più piccolo del mondo, ma che si distingue dagli altri per la bellezza, la resistenza, ma anche per l'astuzia, tanto che il Signore gli ha dato tre doni: il primo riguarda le sue dimensioni che possono andare dai 21,5 cm ai 5,7 cm (ma queste dimensioni così piccole gli servono proprio per sopravvivere); il secondo la sua bellezza data dalle lamelle trasparenti sul piumaggio contenenti microscopiche bolle d'aria che scompongono la luce nei vari colori dell'iride, così che cambiano colore dal punto di osservazione, ma per lui questo incredibile dono di Dio serve per mimetizzarsi tra i fiori per sfuggire ai predatori; il terzo la sua incredibile abilità nel volo, infatti è l'unico uccello che riesce a volare all'indietro, ha una frequenza del battito delle ali di 20-25 battiti al secondo con cui riesce a rimanere sospeso in aria, la sua velocità nel volo può arrivare a 100 km/h e ha anche una grande resistenza, tanto che alcune specie percorrono per migrare 3000 km circa. Un altra incredibile creatura del Signore che vola nei cieli è il rondone. Questo uccello riesce a vivere per 3-4 anni in volo senza mai scendere nemmeno su un ramo o su un tetto. Riesce persino a mangiare (si nutre di insetti che volano) e a dormire (in un emisfero del cervello dorme e nell'altro controlla il volo, alternandoli così per tutta la notte) in aria, portandosi ad alta quota per evitare di schiantarsi da qualche parte. Questo uccello infatti, dopo aver cominciato il primo volo dal nido dei genitori si ferma raramente, ma solo su alberi e case. Osserviamo ora una meraviglia del Signore che vive lungo le coste del mare e che ci incanta per la sua bellezza nel volo: il gabbiano o Larus ridibundus, cioè "gabbiano che ride", questo nome gli è stato dato per il suo particolare verso, che sembra una risata. Questo splendido uccello ha una lunghezza che va dai 38 ai 44 cm e un'apertura alare dai 98 ai 105 cm. La sua velocità in volo è di circa 10 metri al secondo, è un volatore potentissimo, anche se non è molto veloce. In volo batte lentamente le ali, poi tenendole ferme e aperte si lascia portare dall'aria; durante il volo il margine bianco delle ali è un punto visibile da lontano. A volte si posa sul mare, lasciandosi trasportare dalle onde. Le piume sono molto fitte e di colore grigio chiaro-biancastro con puntini neri sulle ali. Un altro splendido uccello è la cicogna. Essa ha un volo spettacolare che inizia con una lunga rincorsa ed un battito di ali possente sino al raggiungimento dell'alta quota. Con le grandi ali sfrangiate simili a quelle di rapaci sfrutta correttamente le correnti di aria calda, orientando il suo volo con il minimo dispendio di energia, è quindi un'ottima veleggiatrice e planatrice. Un simpatico detto popolare su questo uccello narra che esso porti i bambini con un fagotto nel becco, ma si basa su un piccolo equivoco. Infatti, una volta, quando nasceva un bambino, in casa si accendeva il camino per più ore per tener riscaldato l'ambiente. Se questo accadeva in Primavera, le cicogne, al ritorno dall'Africa, cercando il luogo più adatto e caldo per fare il nido, si stabilivano sul comignolo più caldo e quindi per questo su quello della casa del neonato. Si dice così che la cicogna porti i bambini, ma sembrerebbe il contrario! La nascita di un bambino può essere solo opera del Padre che è nei cieli. Ma ci sono tanti altri uccelli che non sono maestosi, potenti o incredibili, ma che di solito allietano le nostre giornate con il loro bel canto e il loro simpatico aspetto, tra questi, il pettirosso. Questa creatura del Signore simile ad un passero è diffuso in quasi tutto il mondo.  In Estate di solito vive nei boschi, mentre in Autunno migra in cerca di cibo verso le case degli uomini. Questo uccellino rotondetto, con grandi occhioni simpatici, ha un canto melodioso che fu persino imitato dal famoso musicista Chopin. Il suo volo è lento e breve, ma è un uccello da una inesauribile vivacità, sul terreno si muove con una rapida successione di balzi facendo vibrare la ali e la coda. Ha una particolarità: sul suo petto ha un piumaggio di colore rosso-arancio, e proprio per questa caratteristica questo grazioso pennuto è protagonista di una leggenda popolare in cui si narra che un giorno una mamma passero lasciò come solito i piccoli nel nido per andare in cerca di cibo. Mentre era in volo vide sulla cima del monte Calvario tre croci e tanta gente. Curiosa si avvicinò e sulla croce centrale vide un uomo inchiodato con una corona di spine in testa: era Gesù. Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande. Si posò allora vicino alla testa di Gesù e col becco cercò di staccare la spina più grande. Ci riuscì, ma macchiò il suo petto di sangue. Tornò al nido e raccontò ai figli la triste visione, poi li abbracciò e così macchiò di sangue anche il loro petto. Tutti i discendenti di quella famiglia ancora oggi hanno qualche piumetta di color sanguigno e si chiamano "pettirossi" in ricordo del gesto generoso di quella madre.

Ogni volta che alziamo gli occhi al cielo possiamo ammirare uno spettacolare miracolo che il nostro buon Padre ci offre: il volo delle sue creature ideato da Lui alla massima perfezione. A parte alcune specie che non riescono a volare perchè le ali sono troppo piccole rispetto al peso del corpo, gli uccelli hanno una corporatura ideale per il volo. Lo sterno, l'osso che si trova sul petto, ha una forma sviluppata per vincere la resistenza dell'aria. Le ossa sono vuote e leggere, ma adatte per reggere i potenti muscoli che azionano le ali. Il Signore agli uccelli ha donato anche vari tipi di ali che cambiano di specie in specie e due tipi di volo, battuto e planato: nel primo gli uccelli sbattono le ali, di solito per poter spiccare il volo acquistando la velocità necessaria, mentre nel secondo le ali sono tenute ferme e tese per farsi trasportare dalle correnti di aria. Con questi doni Dio ha permesso loro di poter spostarsi per migliaia di chilometri, poter decollare, volare rapidamente diminuendo la resistenza dell'aria e persino per poter nuotare, come nel caso del pinguino. Un altro dono importante che poi Gesù ha regalato loro è anche la forma della coda adatta, importante da usare come timone per poter girare durante il volo, ad esempio le rondini, che hanno una coda a forchetta per poter virare velocemente.

Gli uomini sin dai tempi più antichi, attratti dal volo, hanno osservato e studiato gli uccelli e su questi modelli hanno costruito gli aerei. Il primo a progettare un macchinario che potesse volare fu un gesuita, Francesco Lana de Terzi, ma andò male per un mancato calcolo del peso di questa "nave aerea", ma giusto come principio. Infatti applicò il principio dello scienziato greco siracusano Archimede, lo stesso che consente alle imbarcazioni di galleggiare in acqua, e calcolò che facendo svuotare d'aria le sfere di rame sarebbe rimasto all'interno il vuoto, che avrebbe favorito l'antigravità, ma si dimenticò di calcolare il peso delle sfere di rame. Dopo di questo vissero tanti uomini che dedicarono la loro intera vita ad osservare gli uccelli e progettare e costuire congegni che avrebbero potuto volare, come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Archita di Taranto, George Cayley, Otto Lilienthal e i fratelli Montgolfier, fino a quando il 17 Dicembre 1930 Wilbur e Orville Wright costruirono il primo aereo, che si alzò da terra per 30 metri e viaggiò a 15 km/h. Man mano poi col tempo fu perfezionato ed oggi è un mezzo velocissimo che favorisce molto la comunicazione, anche se inquina la preziosa natura che Dio ci ha donato.

Gli uccelli sono d'insegnamento per noi non solo per il volo, ma anche perchè ci danno buon esempio, tanto che lodano sempre il loro Creatore con il loro canto, si accontentano della loro vita e non vogliono chissà cosa. Anche S. Francesco, un giorno, in cammino di ritorno da un castello a cui aveva convertito molta gente, volle predicare agli uccelli che si trovavano abbondanti sugli alberi ai lati di quella via. Si avvicinò e cominciò a parlare agli uccelli che stavano in terra: subito quelli che erano sopra glia alberi si avvicinarono a lui e insieme tutti quanti stettero fermi, finchè S. Francesco non ebbe finito di predicare; poi partirono solo dopo che egli diede loro la benedizione. La predica di S. Francesco fu questa: "Fratelli miei uccelli, voi siete molto considerati da Dio vostro creatore e sempre lo dovete lodare, perchè vi ha dato la libertà di volare in ogni luogo; vi ha dato anche il vestito e vi riservò un posto nell'arca di Noè. Voi non seminate e non mietete, ma Dio vi nutre dandovi fiumi e fonti per farvi bere, monti e valli per abitare e alberi alti per fare i vostri nidi. Non sapete filare nè cucire, ma Dio veste voi e i vostri figlioli. Quindi il vostro Creatore vi ama molto, poichè vi dà tanti benefici, per questo ringraziatelo e lodatelo sempre". Dicendo loro queste parole, tutti gli uccelli cominciarono a cantare e S. Francesco, insieme a loro, si rallegrava. Dopo la predica S. Francesco fece su di loro il segno della croce e tutti gli uccelli si levarono in aria con meravigliosi canti, dividendosi in quattro parti come la croce stessa: una parte volò verso Oriente, un'altra verso Occidente, un'altra verso Mezzogiorno e l'ultima verso Settentrione.

Un consiglio:

quando andiamo a passeggio oppure siamo sdraiati su un prato con le orrecchie otturate da una musica devastante, quasi come un martello pneumatico nella testa; proviamo invece a togliere questi tappi dalle orecchie, chiudiamo gli occhi e ci accorgeremo subito di quanto è meravigliosa la melodia naturale che il Signore ci regala gratuitamente: il cinguettio vario e allietante degli uccelli accompagnati da grilli o da qualche insetto ronzante forma una paradisiaca (e non inquinante) band, e se poi aprite gli occhi potreste vedere anche qualche farfallina che volteggia leggiadra al ritmo di questa musica celestiale o una simpatica formichina che danza fra i fili d'erba. Sentirete che volerà miracolosamente e spontaneamente dal vostro cuore una preghiera di lode al Padre che è nei cieli.

LAUDATO SII O MI SIGNORE!!!

                                                                                                                     Giorgio*

                         *Nota della redazione: Giorgio è un bambino di 9 anni.

[GLI UCCELLI: aerei creati dal Padre che è nei cieli*  -  Inserita il 04/06/2011]

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