Novena al Sacro Cuore di Gesù.

Cuore di Gesù

ATTO DI RIPARAZIONE al S. Cuore di Gesù
(Ammenda onorevole)

 
 
Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini.
Sì, o Signore, il tuo amore ci ha chiamato alla grazia nel tempo stesso che ci chiamava alla vita; e dopo la caduta del peccato ci ha promesso e preparato la redenzione.
Il tuo amore iniziò il sacrificio riparatore con le umiliazioni dell'incarnazione e della nascita. Il tuo Cuore, fin dai primi anni, ci attirò al suo amore con la sua dolcezza, la sua umiltà e le prime sue immolazioni. Il tuo Cuore ardeva d'amore nelle fatiche e nelle veglie della tua vita e, per la compassione e il peso dei nostri peccati, d'amore si consumava, quando nell'agonia versasti sudore di sangue. Il tuo Cuore sulla croce, dopo l'offerta di te stesso in sacrificio, si lasciò aprire dalla lancia. Il tuo Cuore volle istituire il sacramento dell'eucaristia per rendere perenne il dono di sé, e attirarci tutti al tuo amore. Il tuo Cuore, infine, ci prepara un premio nel regno dei cieli. Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini.
Eppure dalla maggior parte di essi, e spesso anche dai suoi prediletti, non riceve che freddezza, indifferenza e ingratitudine.
Noi abbiamo sentito, o Signore, i tuoi dolorosi lamenti. Tu stesso hai rivelato a S. Margherita Maria, discepola del tuo Cuore, che questa ingratitudine ti è più dolorosa di tutte le sofferenze della tua passione.
Se, come tu stesso dicevi, gli uomini corrispondesse almeno in parte al tuo amore, tu stimeresti un nulla tutto quello che hai fatto per loro.
Proprio questa risposta d'amore noi vogliamo darti fin d'ora, o Signore. Solo col nostro amore di compassione e di riconoscenza noi ti possiamo consolare. Potessimo anche noi darci interamente a quella vita di immolazione, d'abbandono e di amore che il tuo Cuore così ardentemente desidera.
Come Maria Maddalena, noi vogliamo spargere sui tuoi piedi e sul tuo capo il profumo di un'umile amore e di una fervida devozione.
Come la Veronica, noi ti vogliamo consolare di tutti gli oltraggi che tanto amareggiano il tuo Cuore.
Come la tua santissima Madre, come S. Giovanni e i tuoi fedeli amici del Calvario, anche noi vogliamo esserti vicini per i molti che pur amati ti hanno abbandonato.
Potessimo, col nostro zelo apostolico, conquistarti tutti i cuori.
Amato sia dappertutto, il Cuore di Gesù.
A lui lode e azione di grazie, ora e sempre. Amen.
(dal Thesaurus precum SCJ)
 
 
Ti dice Gesù:
tu sei prezioso ai miei occhi.
Il tuo nome è scritto sul palmo delle mie mani.
Ti custodisco come se fossi la pupilla dei miei occhi. Ti proteggo sotto le mie ali. Non temere.
Sono io il tuo rifugio. Non aver paura.
Ti voglio bene con un cuore più grande dell'universo. Sono molto legato a te. Sono geloso di te.
Per averti con me, mi sono lasciato inchiodare.
Il tuo valore è grande. Io sono il tuo pastore e tu non mancherai di nulla.
Io sono la tua luce nelle tenebre della vita. Sono la tua lampada lungo la strada. Sono sopra le stelle ma anche nel tuo cuore. Ti ho creato e con gioia ho detto il tuo nome.
Ti penso sempre con immenso affetto.
Ti ricordo sempre, chiodo fisso nella mia memoria. Sono con te. Non hai nulla da temere.
Non ti lascio mai.
Ti prendo e ti stringo per mano, con amore.
Il mio cuore è tutto tenerezza per te. Io cancello il brutto del tuo passato. Ecco sei nuovo, ricreato dalle mie mani, bello. Vieni!
Poggia il tuo viso sul mio petto.
Ti circondo con tutta la mia misericordia. Ti disseto in tutta la tua brama di felicità. Appago il tuo desiderio di infinito.
Sono il mistero che tu cerchi attratto e affascinato.
Tieni. Ti do il mio Cuore. Sono tuo.
Lascia che ti serva.
Sempre disponibile a servirti, quasi in ginocchio.
Busso e ribusso al tuo cuore, senza stancarmi.
Dimentico ogni tuo rifiuto passato.
Credimi. Voglio abbandonarmi nelle tue mani.
Voglio esaltarti, lodarti come mia gloria.
Voglio condurti di altezza in altezza.
Solo ti chiedo:
apri il tuo cuore e affidati totalmente a me!
 
Novena al Sacro Cuore
per intercessione di P.Dehon
 
Cuore divino di Gesù
da quel Natale di Collegio in cui per la prima volta
facesti sentire al tuo servo p. Dehon, ancora fanciullo,
la sua chiamata al sacerdozio,
egli non ebbe altri desiderio nella vita che di essere tuo,
di spendere la sua vita per te.
Per il bene che ti ha voluto, o Signore,
fa che anch’io abbia te come ideale della mia vita
e lavori e mi sacrifichi con te e per te.
Gloria al Padre...

Non fu facile, o Gesù, per il tuo servo diventare sacerdote.
In casa si ebbe un rifiuto deciso.
Poteva essere tutto: avvocato, ingegnere,
magistrato, parlamentare, tutto; ma non prete.
Divenne avvocato, ma poi, appena maggiorenne,
disse ai suoi che la sua strada era sempre e solo il sacerdozio,
e si fece seminarista, e pianse alla prima Messa.
Signore, ricordati di quelle lacrime, di quella commozione.
Che io possa assistere alla Messa con quelle disposizioni.
Che io veda glorificato il tuo servo sugli altari.
La sua preghiera mi ottenga pace, la salute nella mia famiglia.
Gloria al Padre...

Non fosti tu o Signore ad attirare p. Dehon al tuo cuore?
E più lo attiravi, più ti chiedeva che cosa volessi che facesse per te.
Un giorno glielo dicesti: lo volevi disponibile
e volevi un Istituto di disponibili.
Signore, guarda che non è facile fare la tua volontà,
non è facile amare un Dio Crocifisso.
P. Dehon fu fedele al suo impegno. Io?
Signore, io credo, ma tu aumenta la mia fede.
Io ti amo, ma tu aumenta il mio amore.
Si, o Signore, questa è la grazia particolare che ti chiedo
per amore del tuo servo, per i meriti del suo sacerdozio.
Gloria al Padre...
 
Aiutatemi o divin Cuore di Gesù.
Prendi la mia volontà e il mio cuore.
Stabilisci il tuo regno assoluto nella mia povera anima.
La gioia di essere unito a te sarà tutta la mia ricchezza.
(p. Dehon)
 
 
Preghiera riparatrice

Divin Cuore di Gesù, degnati di rivolgere il tuo sguardo di misericordia su di noi che, animati dai più generosi sentimenti di fede e di amo re, veniamo a piangere ai tuoi piedi le nostre infedeltà e quelle dei nostri fratelli peccatori.
Deh! potessimo con le promesse unanimi e solenni, che stiamo per fare, commuovere il tuo divin Cuore e ottenere misericordia per noi, per il mondo infelice e colpevole e per quanti non hanno la fortuna di amarti!
Della dimenticanza e della ingratitudine degli uomini, (Abbi misericordia di noi)
Dell’abbandono nel santo tabernacolo,
Dei delitti dei peccatori, Dell’odio degli empi, Delle bestemmie che si dicono contro di te,
Delle ingiurie fatte alla tua Divinità,
Dei sacrilegi che profanano il tuo Sacramento d’amore,
Delle immodestie e delle irriverenze commesse alla tua adorabile presenza,
Dei tradimenti di cui sei l’adorabile vittima,
Della freddezza del maggior numero dei tuoi figli,
Del disprezzo dei tuoi amorosi inviti,
Delle infedeltà di quanti si dicono tuoi amici,
Della nostra resistenza alle tue grazie,
Delle nostre infedeltà,
Dell’incomprensibile durezza dei nostri cuori,
Dei nostri lunghi indugi ad amarti,
Della nostra tiepidezza nel tuo santo servizio,
Dell’amara tristezza in cui ti getta la perdita delle anime,
Del tuo lungo aspettare alla porta del nostro cuore,
Degli amari rifiuti di cui sei abbeverato,
Dei tuoi sospiri d’amore,
Delle tue lacrime d’amore,
Della tua prigionia d’amore,
Del tuo martirio d’amore. 
 La Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù
La principale devozione al Cuore di Gesù è la consacrazione personale. Tra gli atti che sono propri del culto al Cuore Sacratissimo di Gesù, emerge la Consacrazione, con la quale offriamo al Cuore Divino di Gesù noi e tutte le nostre cose, riferendole all’eterna carità di Dio, da cui le abbiamo ricevute (Enciclica Miserentissimus Redemptor di Pio XI).
Anche Leone XIII aveva già proposto la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù nell’Enciclica Annum Sacrum del 25 maggio 1899:
Questa universale e solenne testimonianza di onore e di pietà è pienamente dovuta a Gesù Cristo proprio perché re e signore di tutte le cose. Consacrandoci infatti a lui, non solo riconosciamo e accettiamo apertamente e con gioia il suo dominio, ma coi fatti affermiamo che, se quel che offriamo fosse veramente nostro, glielo offriremmo lo stesso di tutto cuore. In più lo preghiamo che non gli di-spiaccia di ricevere da noi ciò che, in realtà, è pienamente suo.
Poiché il Sacro Cuore è il simbolo e l’immagine trasparente dell’inifinita carità di Gesù Cristo, che ci sprona a rendergli amore per amore, è quanto mai conveniente consacrarsi al suo augustissimo Cuore, che non significa altro che donarsi e unirsi a Gesù Cristo. Ogni atto di onore, di omaggio e di pietà infatti tributati al divin Cuore, in realtà è rivolto allo stesso Cristo.
O Gesù dolcissimo, o redentore del genere umano, guarda noi umilmente prostesi dinanzi  a Te.
Noi siamo tuoi, e tuoi vogliamo essere; e per poter vivere più strettamente uniti a Te,
ecco che ognuno di noi oggi si consacra al Tuo sacratissimo Cuore.
Molti purtroppo non Ti hanno mai conosciuto; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, ti hanno ripudiato.
O benignissimo Gesù, abbi misericordia degli uni e degli altri; e tutti quanti attirate al tuo Cuore santissimo.
O Signore, sii il Re non solo dei fedeli che non si sono mai allontanati da Te, ma anche di quei figli prodighi che vi hanno abbandonato; fate che questi quanto prima ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame.
Si' il Re di coloro che vivono nell’inganno dell’errore o per discordia da Te separati: richiamali al porto della verità e all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo Pastore.
Dona, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chiesa, dona a tutti i popoli la tranquillità della Pace:
fa che da un capo all’altro della terra risuoni quest’unica voce:
sia lode a quel Cuore divino da cui è venuta la nostra salvezza; a Lui si canti gloria e onore nei secoli.
Amen.
 
 

LA DEVOZIONE AL SACRO CUORE HA UN DOPPIO OGGETTO:
IL CUORE CARNALE DEL SALVATORE ED IL SUO AMORE PER NOI

23Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. 24Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. 25Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». (Gv 13,23-25)

1° Riflessione. S. Giovanni posa il capo sul Cuore di Gesù, perchè vi sente palpitare l’amore del Salvatore.
2° Riflessione. Questo organo così unito coi battiti all’amore del Salvatore merita evidentemente un onora particolare.

 

1° Punto:  L’oggetto della devozione al Sacro Cuore: il Cuore di carne di nostro Signore e l’amore del Salvatore per noi.
Questo risulta prima dalle rivelazioni di Santa Margherita Maria. E' ben il suo cuore di carne che Gesù le mostra incessantemente, ma chiamando sempre anche l’attenzione sul suo amore: « Ecco quel cuore che ha tanto amatogli uomini... ». Vi sono quindi in questa devozione; un elemento sensibile, il cuore di carne; un elemento spirituale che viene chiamato e rappresentato da questo cuore di carne. E i due elementi non ne formano che uno, come non formano che una cosa sola, il segno e la cosa significata.
Gli autori dicono ordinariamente che vi sono due oggetti nella devozione: uno principaIe che li conduce all’amore; l’altro secondario che è il cuore, ed è vero. Questi due elementi sono essenziali. Essi sono uniti, come nell’uomo sono uniti il corpo e l’anima. Santa Margherita non ci rappresenta mai l’uno senza dell’altro: sempre il « cuore amabilissimo ed amantissimo di Gesù che essa vede e che propone alla nostra adorazione « (R. P. Bainvel).

2° Punto: L’amore  del Figlio di Dio è l’oggetto principale di questo culto.  Quello che i teologi esprimono molto eloquentemente intorno a questa devozione. Il Padre Croiset comincia così la sua opera sulla devozione al Sacro Cuore: « L’oggetto particolare di questa devozione è l’amore immenso del Figlio di Dio, che l’ha portato ad offrirsi per noi alla morte e a darsi tutto nel Santissimo Sacramento dell’altare ». E dopo qualche spiegazione: « E’ facile capire che l’oggetto ed il motivo principale di questa devozione è l’amore immenso che Gesù Cristo ha per gli uomini, i quali non hanno in gran parte per lui che disprezzo o indifferenza».
Il Padre de Gallifet, a coloro i quali pretendevano che la nuova festa non si distinguesse affatto dalle altre feste del Salvatore, come la Passione, il Corpus Domini, ecc...rispondeva: « L’oggetto immediato di queste feste non è precisamente l’amore di Gesù Cristo, mentre invece in quella del Cuor di Gesù, l’amore di cui arde questo Cuore sacratissimo è l’oggetto immediato della festa, in unione al suo Cuore; in modo che si può veramente dire che l’amore di Cristo verso gli uomini è propriamente e immediatamente rappresentato in questa festa». E più tardi diceva: « Nessuno può esaminare con un poco d’attenzione la natura di questa festa senza veder subito che sotto il nome cd il titolo del Cuor di Gesù si tratta in realtà della festa dell’amor di Gesù, poichè è questa l’essenza del Cuor di Gesù ».
I documenti ufficiali dicono la stessa cosa:
« Sotto l’immagine simbolica del cuore, dice il decreto di Pio VI, noi meditiamo e veneriamo l’immensa carità e l’amore liberale del divin Redentore » . L’orazione della festa ci invita anche a meditare i principali benefici dell’amore divino.
Quanto tale dottrina illustra bene questa devozione! E’ la devozione dell’amore, della carità di Cristo.

3° Punto: Il cuore di carne è il simbolo dell’amore, ed è così strettamente unito alla facoltà d’amare, che ci dà l’illusione di prenderlo per l’organo stesso dell’amore. E’ positivo che il cuore di carne sia il simbolo dell’amore; è perciò l’uso generale di prenderlo per il simbolo dell’affetto, della tenerezza, dell’amore. Non diciamo: » Vi dono il mio cuore » per dire, io vi prometto il mio affetto?
Ma perchè il linguaggio umano ha adottato quest’espressione simbolica? E’ perchè il cuore è intimamente legato ai movimenti dell’affetto. Quando noi amiamo vivamente, il cuore batte più forte sotto la pressione di un sangue più caldo e più vivo. Il cuore si comporta come se fosse l’organo dell’affetto. Egli non ne è l’organo principale, ci dice la scienza; e, sia! ma egli è abbastanza legato a tutti i movimenti tanto che il linguaggio umano ha potuto prendere istintivamente il suo nome per designare l’organo dell’amore.
Onorando il Sacro Cuore dì Gesù, noi onoriamo dunque principalmente l’amore del Figlio di Dio e secondariamente il cuore di carne che è così intimamente unito a quest’amore, deve esserne chiamato famigliarmente l’organo ed il simbolo.
Quando san Giovanni vuol unirsi all’amore di Gesù che gesto fa? Appoggia il capo su questo cuore che batte per lui d’un amore così tenero e così forte.
Quant’è mai grande la nobiltà di questo cuore di carne che è stato unito con tutti i suoi palpiti, agli affetti, alle gioie, alle sofferenze dell’Uomo -Dio!

Proposito. La mia natura che è mista,si applica più facilmente ad un oggetto che è misto come lei. Io comprenderà meglio l’amore dei Salvatore considerandolo nel suo Cuore di carne.
Grazie, o Gesù, di avermi rivelato questa devozione così tenera; mi ci voglio applicare vivendo in unione al vostro divin Cuore.

 


L’ESTENSIONE DEL CUOR DI GESU’

        1 Se dunque c'è qualche consolazione in Cristo, se c'è qualche conforto, frutto della carità, se c'è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, 2rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. 3Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. 4Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri. 5Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù (Fil 2,2-5)
   
1° Riflessione. S. Paolo ci dà come modello le profondità del cuore di Gesù umiltà, carità, regalità, tutto questo appunto è il Sacro Cuore.
2° Riflessione. Signore, datemi la grazia di comprendere la vostra interiorità, cioè il vostro Cuore sacratissimo.

1° Punto: Nella  lingua religiosa, per Sacro Cuore s’intende tutta l'interiorità di Gesù. Nostro Signore stesso ce ne ha autorizzati: non ha egli detto: « Imparate da me che sono mite ed umile di cuore » ? E qui non si tratta del cuore propriamente detto, ma della sua anima, della sua interiorità, delle sue virtù. E’ il linguaggio di santa Margherita Maria e degli interpreti, il beato de la Colombière e il padre Gallifet. Sotto il nome di Sacro Cuore, la santa ci presenta con tutte le virtù, tutti gli atti della vita interiore di nostro Signore.
Il padre Gallifet (libro 1°, capo 4°) dice: «Molti sbagliano, e sentendo questo nome sacro, il Cuor di Gesù, limitano i pensieri al cuore materiale di Gesù Cristo. Ma come differente l’idea che bisogna avere, e come più altamente magnifica! Bisogna considerare questo cuore come unito intimamente all’anima ed alla persona di Gesù Cristo pieno vita, di sentimento e d’intelligenza; come il più nobile ed il principale organo degli affetti sensibili di Gesù Cristo, amore, zelo, obbedienza, desideri, dolori, gioie, tristezze; come la sede di questi stessi affetti e di tutte le virtù dell’Uomo Dio... ». Il beato de la. Colombière dice: « L’offerta al Sacro Cuore si fa per onorare il suo clivin Cuore, la sede di tutte le virtù, la sorgente di tutte le benedizioni e il rifugio di tutte le anime sante...»
Le litanie del Sacro Cuore enumerano così tutte le ricchezze nascoste nell’umanità santa di nostro Signore nella vita terrena, nella Passione, nell’Eucaristia ed anche in cielo.
2° Punto: Perchè è così?  Prima perchè nel linguaggio ordinario si prende sovente il cuore per tutta l’anima: poi perchè Gesù è tutto amore, perchè il suo amore per il Padre e per noi ne animava tutta la vita, ne dirigeva tutte le azioni. E’ il pensiero di sant’Agostino, di san Tommaso, di Bossuet. Perchè i dolori di Gesù? Perchè ha amato. Che cosa sono i miracoli? Sono effetti dell’amore e della bontà di lui.
D’altra parte il linguaggio solito è basato sopra realtà profonde, quando unisce al cuore tutta la vita morale ed affettiva dell’uomo: le virtù come i sentimenti, i principi d’azione ed i motivi interiori. E’ che il cuore è l’eco di tutta la vita affettiva, ed è impressionato da tutte le nostre disposizioni morali.
E’ dunque un’estensione legittima e naturale quella che concepisce la devozione al Sacro Cuore, e che va al cuore reale vivente di Gesù per onorarvi tutto ciò che è, tutto ciò che fa, tutto ciò che gli ricorda e rappresenta allo spirito. Così la devozione al Sacro Cuore non è più solamente la devozione all’amore del cuore di Gesù, ma diventa la devozione a tutto ciò che di più profondo c'è nel Salvatore, in quanto che questo intimo ha nel cuore vivente un’eco, un centro di risonanza, un simbolo o un segno di richiamo (Bainvel)..
3° Punto: Per estensione, il Sacro Cuore è anche tutta la persona di Gesù. Nella lingua corrente la parola cuore è di solito usata (secondo una figura che i grammatici hanno chiamata sineddoche) per designare la persona. Si dice: è un gran cuore, è un buon cuore. Ciò avviene naturalmente nella devozione al Sacro Cuore, e santa Margherita Maria dice: Questo Sacro Cuore, come dicesse: Gesù. Quest’uso è divenuto comune. Bisogna tuttavia notare che allora si considera specialmente la persona di Gesù nella vita affettiva, nella vita intima, nei principi di condotta.
Inteso così, il Sacro Cuore mi richiama, Gesù in tutta la vita affettiva e morale, Gesù intimo, Gesù amantissimo ed amabilissimo, Gesù modello di tutte le virtù, in modo che tutta la vita di nostro Signore può così concentrarsi nel suo cuore. Sotto lo stesso senso, una statua del Sacro Cuore è una statua in cui Gesù, mostrandocene il Cuore, ce ne rappresenta la vita intima, l’amore, e sopratutto le amabilità.
Grazie a quest’estensione, noi possiamo descrivere la devozione al Sacro Cuore come la devozione a Gesù che si mostra a noi, o ci mostra il cuore nella vita intima e nei sentimenti i più personali, i quali non dicono del resto che amore ed amabilità. Gesù che ci rivela l'intimo di se stesso dicendoci:« Ecco quel Cuore» (P. Bainvel).

Proposito. Oh! l’ammirabile devozione, che richiama la mia attenzione soprattutto sull’intimo di Gesù, e specialmente sul’amore, sul principio e l’anima di tutti i misteri! E’ la spiegazione del regolamento di vita tracciato da san Paolo: Formate in voi i sentimenti di Gesù: Hoc sentite in vobis quod est in Christo Jesu. Colloquio col Sacro Cuore.

 


OGGETTO PRECISO DI QUESTA DEVOZIONE
IL CUORE CHE AMA GLI UOMINI

1 Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, 2e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.  (Ef 5, 1-2)

1 Riflessione. Gesù ci ha amati con amor divino ed umano ad un tempo, e si è offerto per noi.
2° Riflessione. E' il vostro ammirabile amore, Signore, che io voglio sopratutto onorare nel simbolo del vostro Cuore.

1° Punto: È sopratutto l’amore per gli uomini che noi onoriamo nel Cuor di Gesù. L’amore che noi onoriamo in questo culto è  sopratutto l’amore di Gesù per gli uomini, l’amore che domanda una reciprocità d’amore. Chi meglio di Gesù Cristo stesso ci può istruire? Ora che cosa ha egli detto a Santa Margherita Maria? Dalla prima grande rivelazione, il 27 dicembre 1673, alla festa di san Giovanni egli le mostra il Cuore sopra un trono con la corona di spine e la croce, e le dice che questi strumenti della Passione significano l’amore immenso che Egli ha manifestato per gli uomini, e per i quali egli domanda un amore reciproco.
Alla seconda grande rivelazione, nel primo venerdì di giugno 1674, nostro Signore scopre alla serva «le meraviglie inesplicabili del suo puro amore, e fino a qual eccesso quest’amore lo aveva portato ad amare gli uomini, dai quali non riceverebbe che ingratitudini e misconoscenze... ».
Finalmente alla terza grande rivelazione, durante l’ottava del Santissimo Sacramento nel 1675, nostro Signore dà la formula definitiva di questa devozione: « Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini, che nulla ha risparmiato, fino ad ardere ed a consumarsi per testimoniare loro il suo amore, e che non riceve in compenso dalla maggior parte di loro che ingratitudini e disprezzi... . Niente di più chiaro, nostro Signore voleva soprattutto richiamarci il suo amore per noi e domandarcene un po’ in contraccambio.
2° Punto: Questo è anche, per estensione, il suo amore per Dio.  L’amore di Gesù per gli uomini non va distinto dall’amore per il divin Padre; anzi ne è tutto penetrato, in lui trova la sorgente, ha in lui la ragione d’essere, e Gesù sa il grande comandamento: Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore... » ed il secondo comandamento che è simile al primo: « Amerai il prossimo come te stesso», per amor di Dio.
Egli richiama la nostra attenzione sul suo amore per noi, ma spontaneamente noi estendiamo la contemplazione a tutto il suo cuore, a tutto il suo intimo, a tutte le sue virtù, e i sentimenti i più elevati che noi vi rincontriamo sono per il Padre. « La principale virtù che si suole onorare nel Cuor di Gesù, dice il beato Claudio de la Colombière, in primo luogo è un ardentissimo amore verso Dio suo Padre». Il padre Croiset e il padre de Gallifet non parlano diversamente. La devozione al Cuor di Gesù è, nel suo oggetto diretto ed immediato, la devozione al Cuor di Gesù ardente d’amore per noi; ma essa è anche per un’estensione legittima e naturale, la devozione al Sacro Cuore di Gesù in tutta la vita intima, nelle virtù e particolarmente nell’amore verso Dio.
Mentre l’emblema d’amore è il suo amore per noi che Gesù ci rivela scoprendoci il sue cuore, egli ci invita indirettamente a contemplare il divin Cuore in tutta la vita intima e in tutte le virtù, di cui la prima è l’amore per il Padre..
3° Punto: E’ il suo amore creato più che il suo amore increato.  Nella devozione al Sacro Cuore qual’è l’amore di Gesù che bisogna onorare, l’amore creato o l’amore increato? L’amore di cui egli ci ama come uomo nella sua natura umana, o quello di cui ci ama come Dio nella sua natura divina, e per ripetere un’espressione chiara e breve, quello che creò Lazzaro, o quello che pianse su Lazzaro? (P. Bainvel).
Senza dubbio l’oggetto preciso e formale della nostra devozione è il Cuore umano di Gesù animato dall’amore divino ed umano. E’  il Cuore del Verbo incarnato, il quale ha tanto amato gli uomini; è l’immenso amore del Verbo incarnato, che si manifesta in tutta la vita, nella morte, nel Santissimo Sacramento. Così parlano quelli che ricevettero la missione di propagare questa devozione: il beato de la Colombière, il padre Croiset, il padre Gallifet.
Ma avvenne, ed era naturale, il facile passaggio alla considerazione dell’amore puramente divino, che ha portato il Verbo di Dio a crearci, a conservarci e sopratutto a prendere un corpo mortale per salvarci. Questa non è strettamente la devozione al Sacro Cuore, ne è una conseguenza. Essendo divenuti più amanti per il Cuore del Verbo incarnato, noi diventiamo anche più riconoscenti per il Verbo divino che ha voluto prendere un corpo umano per offrirlo vittima per noi.


Proposito.  Più la mia vocazione si rischiara, più amo il Cuor di Gesù. Lo conosco meglio, lo medito più facilmente: voglio vivere e morire in questo Cuore che è vissuto per mio amore; voglio unirmi a lui sempre più fedelmente al principio d’ogni mia azione.
Colloquio col Sacro Cuore.

 

L’ATTO PROPRIO DELLA DEVOZIONE AL SACRO CUORE E’ L’AMORE DI NOSTRO SIGNORE.


7Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. 8Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. (1Gv 4, 7-9)

1° Riflessione. Dio ci ha manifestato l’amore inviandoci il Figliuolo, il quale ha dato la vita per noi.
2° Riflessione. L’amore chiama l’amore, l’amore sconosciuto chiama l’amore riparatore.

 

1° PUNTO: La manifestazione del Sacro Cuore a S. Margherita Maria è la manifestazione dei suo amore.  Quando Gesù mostrava a S. Margherita Maria il Cuore appassionato d’amore per gli uomini ed incapace di contenere più a lungo le fiamme che lo divoravano, che altro voleva se non attirare la nostra attenzione sopra questo amore, condurci a rendergli omaggio, invitarci ad attingere in questo cuore infinitamente ricco? (Bainvel).
Dicendoci che egli prova una gioia particolare nel vedersi onorato sotto la figura del suo cuore di carne, che scopo avrà, se non quello di chiederci d’onorare il suo amore rispondendovi col rendergli amore per amore? La manifestazione del Sacro Cuore a S. Margherita Maria è la manifestazione dell’amore.
La devozione al Sacro Cuore ci porta dunque secondo la parola di Pio VI a venerare l’immensa carità e l’amore prodigo (effusum) di nostro Signore, accendendo il nostro amore a questo focolaio d’amore.
Santa Margherita Maria, riassumendo queste visioni, scriveva al padre Croiset: « Mi ha mostrato un Cuore sempre pronto, gettante fiamme da ogni parte, con queste parole: So tu sapessi quanto desidero di farmi amare dagli uomini, non trascureresti nulla per questo... Io ho sete, io ardo d’essere amato».
2° Punto: L’amore chiama l’amore.  Il fine della nuova devozione, diceva il postulatore del 1697, è di pagare un tributo d’amore alla sorgente stessa dell’amore. Ed il padre Gallifet, il postulatore del 1727, diceva: Il primo fine che si ha in vista è quello di rispondere all’amore di Cristo. Ed il padre Croiset: Questo non è propriamente che un esercizio d’amore; l’amore ne è l’oggetto, l’amore ne è il motivo principale, ed è l’amore che ne deve essere il fine.
Così l’intende la Chiesa, dicendo nella segreta della messa Egredimini: "Noi vi supplichiamo, Signore, che lo Spirito Santo ci infiammi dell’amore che nostro Signore Gesù Cristo ha fatto scaturire dal suo Cuore sulla terra, e di cui ha voluto ch’essa s’inebri".
Quando Pio IX, nel 1856, estendeva la festa del Sacro Cuore alla Chiesa intiera era allo scopo di «Fornire ai fedeli stimoli ad amare ed a pagare d’amore il Cuore di Colui che ci ha amati e lavati dei peccati nel suo sangue». Elevava la festa ad un rito superiore, «perchè la devozione d’amore al Cuor del nostro Redentore si propaghi sempre più, e discenda più ancora nel cuore dei fedeli, e cosi la carità che presso molti si è raffreddata, si rianimi al fuoco del divin amore».
Leone XIII ha ripetuto gli stessi insegnamenti nella enciclica del 28 giugno 1887, scrivendo: «Gesù non ha desiderio più ardente che di veder accendersi nelle anime l’amore di cui il suo Cuore è divorato. Andiamo dunque a colui che non ci domanda come prezzo della sua carità che la reciprocità dell’amore».
Niente di più chiaro: l’atto proprio della devozione al Sacro Cuore è l’amore.
3° Punto: L’amore misconosciuto chiama l’amore riparatore. La devozione aI Sacro Cuore, essendo un riflesso d’amore all’amore misconosciuto ed oltraggiato, si presenta naturalmente come un amore riparatore. Così tutti i documenti autorizzati ci parlano contemporaneamente della riparazione e dell’amore.
L’amore di Gesù, quale si è mostrato a S. Margherita Maria, è specialmente l’amore misconosciuto ed oltraggiato, ed è ciò che dà la sua importanza all’atto di riparazione nel culto del Sacro Cuore.
S. Giovanni Eudes non ha dimenticato la riparazione, ma l’ha lasciata al secondo posto; egli è tutto assorbito dall’amore; egli canta l’amore. S. Margherita Maria, dietro domanda di nostro Signore, mette allo stesso posto l’amore e la riparazione; ma è sopratutto una riparazione d’amore che essa domanda, più che una riparazione di giustizia o d’espiazione. Questa riparazione d’amore si risolve nell’ammenda onorevole che s’indirizza precisamente all’amore misconosciuto ed oltraggiato.
L’amore, la consacrazione o l’offerta amorosa di sè al Sacro Cuore, la vita tutta per lui e di lui, tengono il primo posto negli scritti di S. Margherita Maria. La riparazione e l’ammenda onorevole vengono in seguito come una testimonianza speciale d’amore verso l’amore misconosciuto ed oltraggiato del Salvatore.


Risoluzioni. — Amore e riparazione, consacrazione assidua di tutto me stesso; ecco ciò che il Sacro Cuore attende da me. Ma questa consacrazione deve abbracciare tutti gli atti: io la devo rinnovare al principio di ciascuna azione, e a questo scopo bisogna vivere in un pio e costante raccoglimento, sotto gli sguardi di nostro Signore nello spirito d’amore e di riparazione.
Colloquio con S. Margherita Maria
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 da L'anno con il S. Cuore 

Il S. Cuore di Gesù (p. Leone Giovanni Dehon) 

 


Vivat Cor Jesu Per Cor Mariae

 

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